ANTEPRIMA – Ill Grosso è tornato: “Messa di Mezzanotte” in esclusiva su IlRappuso

Ill Grosso torna. E lo fa senza chiedere permesso. Messa di Mezzanotte non è un disco che arriva per occupare spazio: arriva per restare. È un lavoro scuro, vissuto, scritto con addosso il peso del tempo e delle cose che non passano mai lisce. Rap vero, senza abbellimenti, senza scorciatoie emotive. Un progetto che non cerca consenso ma verità, che scava invece di spiegare, che mette davanti allo specchio senza alzare la voce.
Su Il Rappuso abbiamo il piacere di proporvi l’anteprima esclusiva del disco, accompagnata dal pre-ascolto integrale e da un’intervista lunga, sincera, senza filtri, in cui Ill Grosso racconta tutto il percorso umano e artistico che ha portato alla nascita di Messa di Mezzanotte. Anni di scrittura, silenzi, depressione, isolamento e una sola costante: la musica come ancora di salvezza.
Questo album è notte vera. È rabbia che non esplode ma scava, è lucidità che convive con il dolore, è rap che non consola ma tiene in piedi. Non c’è posa, non c’è costruzione: c’è un uomo, Ill Grosso, che racconta esattamente dove è stato e perché ne è uscito così.
Il disco è già disponibile in pre-order in edizione fisica, nello Special Pack Vinile + T-Shirt a tiratura limitata, che contiene un brano in più rispetto alla futura versione digitale. Il digitale arriverà dopo. Qui, intanto, si entra davvero nel progetto.
Messa di Mezzanotte va ascoltato. Non consumato. E questo è il posto giusto per cominciare.
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Messa di Mezzanotte arriva dopo anni Ill Grosso. Come mai proprio ora?
L’arte in genere, compresa la musica, nasce sempre dalla sofferenza. Il disco è stato scritto a partire da Gennaio del 2021 e chiuso nella prima metá del 2025.
Dal momento che ho iniziato a scriverlo, nella mia vita è successo di tutto! Cose molto personali che non sto a dirvi, ma che hanno portato me e la mia testa in posti oscuri. Sono entrato in depressione e uscirne è un percorso complesso, che sto ancora seguendo.
Mi sono allontanato da tutto e tutti, ma l’unica costante che era presente fra tutte le cose e persone che ho lasciato andare via è stata la musica. Mai, più che ora, posso dire che mi ha salvato. Ho continuato a scrivere sempre e un po mi è servito per chiarire tutto ció che mi opprimeva e che continua a farlo. Scrivere quindi è un’esigenza e passa da necessitá a urgenza.
Se Messa di mezzanotte esce ora è perchè ora è il momento. Non ho mai fatto musica per accontentare gli altri, a se la faccio è per convincere me. Non ho mai seguito il ritmo ossessivo delle etichette discografiche, ne il loro bisogno di essere sempre presente ovunque e ad ogni costo. La mia musica è indipendente ed è fuori da questo meccanismo.

Il titolo richiama un rito, un tempio, un’atmosfera precisa. Che tipo di “messa” celebri in questo disco e chi sono i “fedeli” a cui ti rivolgi?
I fedeli a cui mi rivolgo sono sempre gli stessi. Sono gli infedeli! I disoccupati, gli emarginati, gli insoddisfatti. Sono uomini e donne comuni, che vivono una vita frenetica che tende a depersonalizzare l’essere umano.
Sono uomini e donne peró, che da questa cosa non si lasciano schiacciare e hanno ancora testa e cuore per ascoltare qualcosa che va un po piú a fondo della superficie. Cerco di tendere la mano a chi vuole salvarsi, a chi non accetta la vita passivamente.
La mia messa di mezzanotte intende dare voce a tutti quelli che non ce l’hanno e benchè nasca come una cosa intima, quasi sussurata alle orecchie di chi l’ascolta, non intende essere ne preghiera ne predica. Io non sono sull’altare, e non giudico nessuno. Io sono in mezzo a loro a soffrire! Sono con loro a gridare che mi rode il culo.
Ill Grosso, il tuo rap è sempre stato crudo, senza sconti. Cosa hai tolto, cosa hai aggiunto e cosa hai dovuto lasciare alle spalle per arrivare al suono di Messa di Mezzanotte?
La mia musica è sempre diretta e molto cruda, ma se è cambiata in qualcosa è perché sono cambiato io. Non ho tolto o aggiunto niente in maniera consapevole. Tutto è semplicemente successo ed è uscito come doveva essere.
Credo che questo sound sia figlio di una crescita che ho avuto nell’arco del tempo che ho impiegato a chiudere l’album. In questi anni ho prodotto molta musica per altri artisti e ho avuto modo di speimentare suoni nuovi e nuove soluzioni.
Questo ha influito molto anche sulle scelte fatte per produrre la mia di musica e nello sceliere i beat che altri producer mi proponevano. Il risultato è chiuso qui. Spero piaccia perché io mi sono divertito.
Ill Grosso, c’è un suono, un dettaglio, un rumore o un’atmosfera dentro il disco che secondo te l’ascoltatore deve riconoscere per capire davvero il progetto?
Non c’ho pensato a dire la verità, ma so gia che chi è abituato ad ascoltare le mie robe, troverà questo disco quantomeno “strano”. Non è sicuramente cio che ci si aspetta da ILL GROSSO. Il mio consiglio è quello di ascoltare il disco con attenzione e di non metterlo in sottofondo: benchè i brani possano sembrare diversi e scollegati fra loro, fanno parte dello stesso viaggio.

In questo progetto la notte è quasi un personaggio. Che rapporto hai oggi con la notte rispetto ai tuoi lavori passati?
Prima scrivevo molto di notte. Era quasi consigliera di cio che andavo ad elaborare. Adesso scrivo quasi prettamente di giorno, ma la notte mi aiuta molto ad elaborare cio che vivo durante il giorno. Bypassa tutto il flusso di coscienza che inevitabilmente va a trovare spazio nelle strofe.
La notte è sempre stata un momento di riflessione per me, già quando ero piccolo. Ricordo, che una volta spenta la luce, rimanevo sveglio per molto tempo solo per fare il punto di cio che avevo vissuto e cercare di capirlo e di elaborarlo.
Diciamo che la notte, ora piu che mai, funge da filtro per cio che vivo e cio che scrivo, infatti l’atmosfera dell’album è molto notturna, quasi a volersi confessare. Come a voler parlare sottovoce all’orecchio a chi ascolta.

Hai prodotto gran parte dell’album Ill Grosso. Cosa hai cercato nei suoni: potenza, tensione, minimalismo, gelo? O una miscela che rappresenta un tuo nuovo linguaggio?
Come detto in precedenza, non ho pensato molto sul suono da dare all’album e gran parte di cio che avevo pensate come filo conduttore di esso è stata poi sostituita da altri pezzi di vita che entravano a far parte del mio quotidiano.
Aver suonato molto per altri progetti in questi anni in cui sono stato fermo come rapper, ha inevitabilmente rinfrescato anche il mio suono personale. Ma nonostante le modifiche lo riconosco come il mio suono. Il tutto è stato fatto senza troppi ragionamenti a monte. Anzi, forse questo album ha un percorso quasi autodistruttivo, perche figlio di una condizione mentale che ormai stava portandomi a fondo.
Ci sono delle parti di testo in cui SOLO ORA (che sto uscendo consapevolmente dalla depressione), trovano una spiegazione logica. Lo stesso accade coi suoni. Risentendo le mie produzioni capisco esattamente dove la mia anima stavo vagando in quel momento. Riconosco perfettamente cosa stavo pensando e vivendo nella mia testa, qual’era il mio stato mentale in quel preciso istante.
Tutto è riconoscibile anche nelle produzioni scelte di altri producer che sono nel mio album. Ascoltandole noterete un filo conduttore unico per tutto il percorso sonoro.
C’è un equilibrio forte tra rabbia e lucidità. Come hai lavorato per mantenere questa tensione senza cadere nella retorica della “darkness a tutti i costi”?
Non so esattamente se sia riuscito a stare fuori dalla retorica. So di certo che il mio intento mentre scrivevo non era quello di volerci stare. Come ho gia spiegato, gran parte dei testi sono nati in un momento di depressione profonda, ma nonostante questo, rileggendo e risentendo sopratutto il risultato finale, sono felice di dire che non sono “pezzi tristi”, non è musica negativa, ma di rivalsa.
Quasi a voler dire a chu sente e voler dire a me stesso: “alza sta cazzo di testa e torna a respirare che ce la puoi fare”. Spero che questo sforzo sia percepibile da chi ascolta e che chi, come me, sta o ha passato un periodo oscuro, possa trovare la forza di sollevarsi e tornare a vivere.
Non sto qui a dire che tutto andrà bene ne a dispensare posività a tutti i costi. È un percorso molto duro, difficile da seguire. Sto qui a dire solamente che ce la si puo fare. Io non sono speciale, non sono migliore degli altri. Se ce la sto facendo io possono farcela tutti! Questo vorrei trasmettere col mio album e spero che chi ascolterà capisca il viaggio.

Si percepisce una scrittura molto viscerale, più intima del solito. Quanto ti è costato mettere certe cose dentro questo disco Ill Grosso?
Mi é costato molto di piu togliere le cose dal disco che metterle, non lo nascondo. Erano previsti piu brani, piu feat. ma nel corso di questi anni, molte cose sono cambiate.
I rapporti che avevo con delle persone sono mutati e inserire alcuni brani scritti a 4 mani con persone che ormai non riconosco piu vicine a me, mi sembrava sbagliato. Lo so che dovrei cercare di filtrare cio che è la realtà della mia vita e non per questione privacy, ma di fiducia.
Sono consapevole che sto mondo è troppo sporco per permettermi l’ingenuità di scrivere il 100% di me e della mia vita. Lo so che li fuori c’è qualcuno che sicuro se ne approfitterà. Ma non posso esimermi dall’essere onesto con me e con chi mi ascolta. Devo essere autentico perche cio che scrivo è lo specchio della gente a cui è rivolto e la gente si immedesima nei miei testi. Glielo devo e cerco di farlo nel modo piu vero possibile.
La copertina di Ibbanez è potentissima: una chiesa in fiamme nella neve. Quanto c’è di te in quell’immagine e quanto c’è del mondo che ti circonda?
Collaboro con Ibbanez da una vita e di certo non ha bisogno della mia presentazione. Conosciamo tutti suo il valore ed è un artista a 360º. Un Artista con la A maiuscola.
Come grafico ha una cura del dettaglio e un delicatezza che sono una rarità ed è bastato solo raccontarglielo il disco per aver da parte sua gia una prima idea di “solitudine ghiacciata”. Dopo averlo ascoltato poi, mi ha inviato delle idee bellissime. Una piu bella dell’altra ma la potenza della chiesa in fiamme nella neve rispecchia a pieno il mio stato d’animo.
Anche in questo caso, il tutto è interpretabile in tanti modi. E anche io ho cambiato spesso modo di interpretarlo. Ora sono arrivato alla conclusione che in fondo credo che la chiesa rappresenti me, piu che un luogo. Me stesso, che nonostante il gelo e la solitudine, cerca di rimanere in piedi.
Le fiamme possono essere lette sia come un’ulteriore ostacolo, sia come “il fuoco sacro che fa muove pure i morti” (cit. Primo), quasi come fossero manifestazione di forza ritrovata che non distrugge, ma fa vivere un ultimo momento di vita, prima dell’inevitabile crollo. Molto potente come immagine secondo me. Grande Ibbanez!

Ill Grosso, c’è un brano del disco che per te non è solo musica, ma un pezzo di vita che ti porti dietro da anni?
Sicuramente ALIANTE. Dentro le mie strofe ci trovi tutto me stesso e cio che volevo esprimere. Piu di ogni altro brano presente nell’album. La musica è di Stimena e G-Yard, due producer multi platino, sia in Italia che all’estero.
La loro produzione ha toccato qualcosa nel profondo della mia anima e ricordo che appena finito di scrivere il testo, sono scoppiato a piangere. Mi ero tolto un peso e lo sentivo. Ancora oggi ne riconosco la potenza e riascoltandola mi commuovo; so che mi ha aiutato a scavarmi dentro e capire cosa mi stava succedendo. È stato catartico.
Il vinile, la t-shirt, l’estetica: sembra tutto parte dello stesso rituale Ill Grosso. Quanto è importante oggi costruire un’immagine che sia coerente con la musica?
Oggi piu che mai, la gente ha bisogno di essere imboccata. Su tutto e la musica purtroppo, non fa eccezione. Anch’essa, per quanto bene si fatta, ha bisogno di un traino che la veicoli nei posto giusti e che la faccia sentire a piu gente possibile.
Per questo negli ultimi anni, ogni artista, grande o piccolo, accosta al suo album un merch che possa rendere visibile e riconoscibile, la sua musicq. Spesso ancor prima che questa venga ascoltata. Anche in questo devo ringraziare Ibbanez per aver messo a mia disposizione il suo talento immenso.

Sei un artista che non ha mai inseguito mode o trend. Che peso ha la coerenza oggi, in un periodo in cui tanti cambiano pelle per restare visibili?
Qualsiasi scelta facciamo oggi tutti noi, come artisti o persone comuni, ha un valore immenso solo per un motivo: cio che scegliamo, lo scegliamo solo per noi stessi. A nessun’altro importa un cazzo di te su sto mondo. Tolti madri e padri e nemmeno in tutti i casi, agli altri di cio che fai o scegli, non frega niente. Sta tutto a quanto valore ti dai guardandoti nello specchio.
Nella musica poi la coerenza vale come avere il buco del culo sul gomito! Vedo da sempre personaggi che prima in maniera radicale, rifiutavano certi ambienti e situazioni gia solo come concetto. Ora, visto che piu che mai il “cash rules everyrhing around me”, gli stessi integralisti si sono venduti al music business.
Sia chiaro, non c’è niente di male a guadagnare con la musica, ma almeno non rompeteci il cazzo a noi, come gia dicevo anni fa. E certe cagate le vedi anche nello pseudo undergrond, popolato da sempre di personaggi che finche non hanno una possibilità allora gridano alla coerenza e all’indignazione se chi ce la fa poi ci guadagna.
Poi come anche oro, hanno mezza occasione, allora li vedi stare in bilico fra mainstream e underground. Li vedi farsi le foto coi personaggi che prima denigravano. Hostano cose che prima in privato, ripudiavano. Sai quante cene, live, eventi, mi hanno rovinato? Quante volte ho dovuto subirmi il loro proselitismo da quattro soldi?
Ecco perchè: “almeno non rompeteci il cazzo e fateci stare in pace”, perche lo hanno fatto pure im mia presenza. Non racconto un cazzo che non abbia vissuto in prima persona potete starne certi.
Ill Grosso, se Messa di Mezzanotte fosse una porta, dove conduce?
Ti porta sicuramente nella parte piu buia della mia anima. Ti porta in un posto freddo e solitario ma non ti ci abbandona. È una porta che ti da anche modo di trovare l’uscita e tornare alla luce. Ti da modo di tornare a respirare.





