Da Moddi a Clementino: 5 artisti italiani emersi grazie al freestyle

Il freestyle. Una disciplina sacra per l’hip hop che negli anni è riuscita a consolidarsi ed entrare maggiormente nell’ottica del pubblico italiano, poco abituato ad apprezzarne le doti randagie.
Negli anni, il freestyle italiano ha vissuto un’evoluzione credibile e tantissimi sono stati i nomi che hanno portato in alto la sua bandiera, attraverso tecniche, stili, delivery e attitudini diversificate.
Molti artisti che oggi consideriamo mainstream hanno cominciato la propria carriera nel freestyle. Ne abbiamo scelti 5 che sono emersi grazie a questa disciplina essenziale e che merita la massima considerazione di pubblico ed addetti ai lavori.
5 artisti emersi grazie al freestyle
Moddi
Moddi MC è un freestyler nato a Taranto che si è fatto strada nel mondo dell’hip hop grazie alle sue strepitose prestazioni nei contest.
Il freestyler ha riscosso un notevole successo nazionale a seguito delle vittorie al Flava Of The Year 2004 di Bologna e al 2TheBeat dello stesso anno.
Successivamente, Moddi ha condotto il 2TheBeat insieme ad Inoki. Come artista rap, Moddi ha realizzato il disco La Pooglia Tribe sviluppato con il collettivo omonimo (Pooglia Tribe).
Moddi è la definizione di MC: Master Of Cerimonies. La capacità più esilarante di Moddi era quella di riuscire ad intrattenere il pubblico.
Nonostante il suo freesta fosse marcatamente in dialetto, la capacità nei flussi lo rese praticamente una leggenda nella disciplina.
Il flow atomico ed una predisposizione a rigirare le punch, gli valsero due vittorie straordinarie. Moddi ha girato l’Italia negli eventi dedicati a Kaos e lo ha affiancato nelle sue performance live.
La finale tra Moddi e Danno al 2TheBeat è universalmente riconosciuta dagli appassionati come uno dei momenti topici del freestyle italiano.
Shade
Shade da Torino è un freestyler che ha approcciato alla disciplina del freestyle fin da giovanissimo. In età adolescenziale, Shade ha conquistato per due volte la selezione del Tecniche Perfette Piemonte.
Nel 2004, Shade appena diciassettenne perse una finale del Tecniche Piemonte contro Rayden, dimostrando la sua precocità nel freesta.
Dopo aver compiuto un’intensa gavetta, Shade ottiene la prima tappa dello Zelig Urban Talent, ma la sua consacrazione definitiva avviene a seguito della vittoria a Spit, evento hostato da Marracash in onda in seconda serata su MTV.
Shade vinse la seconda edizione del programma in una finale di fuoco contro Nitro ed ottenne un notevole riscontro mediatico.
A seguito della vittoria, Shade si ritira dal freesta e compare nella disciplina solo come giudice, presentatore o in veste di freestyler adibito allo spettacolo.
Non parteciperà più a nessun contest e la sua carriera ha avuto tante divagazioni artistiche, tra cui quella di doppiatore.
Shade non è mai stato un freestyler tecnico o dal flow mostruoso. Le sue principali caratteristiche erano la risposta, le punch e l’ironia con la quale è riuscito a catturare pubblico ed addetti ai lavori.
Moreno
Moreno è un freestyler che ha scandito i ritmi della disciplina negli anni che vanno dal 2007 al 2013. Amante delle wordplay e punchline, Moreno ha ottenuto tantissime vittorie nella sua carriera da freestyler.
È l’unico freestyler della storia ad aver disputato tre finali del Tecniche Perfette, evento che ha vinto nel 2011.
Ha partecipato a Spit e pur non vincendo il contest, Moreno ha ottenuto una visibilità tale da essere chiamato nel roster di Amici, programma che gli ha poi conferito notorietà in tutta Italia.
Nonostante il suo percorso artistico non sia stato prettamente hip hop, è innegabile che Moreno ha rappresentato un esempio per questa cultura negli anni in cui era un freestyler.
Moreno è stato spesso definito una “macchinetta sputa-rime” dagli addetti ai lavori e BLNKAY lo ha citato come mentore assoluto. È molto probabile che se non ci fosse stato Moreno, oggi non avremmo BLNKAY.
Ensi
Ensi a detta di molti è il miglior freestyler che l’Italia abbia mai conosciuto. Comincia a masticare hip hop da giovanissimo tramite il gruppo degli One Mic.
Freestyler completo e dalla calma zen. A soli 17 anni sfida Mondo Marcio in un connubio di rime epiche nella finale del Tecniche Perfette.
Quella battle è storia pura. Vincitore del 2TheBeat, Ensi dimostra una capacità al Mic sensazionale. Flow, tecnica, punch, cambi di ritmo e apparentemente nessun punto debole.
Ensi nel suo prime era quasi imbattibile. La sua figura è stata di ispirazione per tutta la new gen di freestyler e anche per i suoi colleghi coetanei.
Ensi ha consacrato sé stesso nella prima edizione dell’MTV Spit. Fino ad allora, il freestyle non aveva mai ottenuto un bacino d’utenza così ampio ed Ensi si fece conoscere ad un pubblico più vasto, vincendo meritatamente quell’evento.
Brillante anche nei minuti ad argomento proposti, Ensi nei contest, ha dimostrato la sua versatilità ed imparagonabile nonchalance. L battle nel sangue, Ensi è stato il freestyler per antonomasia almeno per due generazioni. Ed ancora oggi la sua aura leggendaria non smette di irradiare luce.
Clementino
Clementino, facendo freestyle prettamente in napoletano, ha vinto un Tecniche Perfette ed un 2TheBeat. Fondatore della Tritolo Battle, Clemente è semplicemente un top player della disciplina.
La capacità più esilarante di Clementino è la sua scenografia. L’ironia tagliente e la sua presenza sul palco, sono due skill probabilmente ineguagliabili.
Clementino è sposato con il flow e una delle sue caratteristiche peculiari sono gli extrabeat eseguiti in maniera magistrale. Clementino è quanto di più vicino all’intrattenimento abbiamo avuto nel freestyle italiano.
Probabilmente solo Debbit è riuscito ad eguagliare lo stesso carisma da showman nei contest di freestyle. Il suo nome è un esempio folgorante per tutte le generazioni di rapper e freestyler napoletani.
Ormai artista a 360 gradi, le sue origini e il suo background porteranno per sempre impressi lo stemma del freestyle.




