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Dj Shocca:”Guardare indietro ti permette di proiettarti in avanti” – L’intervista.

Dj Shocca il 18 Luglio ha infiammato il palco dell’Overline Jam con una performance legata al summer tour che lo vede protagonista in ogni parte d’Italia.

Lo show è durato un’ora e 40 minuti, ed ha confermato che Shocca è una macchina da palco. Accompagnato dai fidi compagni Tormento & MadBuddy, Shocca ha letteralmente fatto impazzire il pubblico presente a Baronissi.

L’attesa spasmodica è stata ripagata in toto. Dj Shocca, ha pubblicato 60 Hz II, restyling di estrema qualità dell’ album che ha fatto la storia dell’ hip hop italiano.

L’album, ha visto la luce il 27 giugno, e a poco meno di un mese dalla release, ho avuto l’opportunità di incontrare Dj Shocca nel backstage dell’Overline, per approfondire il disco che abbiamo anche recensito e il live.

Shocca, Tormento e MadBuddy, hanno performato in maniera completa, confermando che, riguardo ai concerti dal vivo, gli artisti old school, restano varie spanne sopra rispetto alla new gen.

Zero artifici; un deejay e due MC con due microfoni a scatenare ed emozionare la platea. Prima di gustarti l’intervista, schiaccia play e goditi 60 Hz II

Ciao Dj Shocca, 60 Hz II arriva a distanza di 21 anni dal primo capitolo. Come sei riuscito a trovare un equilibrio tra l’effetto nostalgia e il restaurare coerentemente un’opera di così grande valore?

Sicuramente la missione numero uno era evitare totalmente l’effetto trowback, nostalgia. Volevo rendere omaggio a 60 Hz con 60 Hz II e portarlo 21 anni dopo, nel 2025, come un prodotto che stesse in piedi da solo, ma allo stesso tempo, rendesse omaggio al precedente. Quindi grande missione, super pesa. Ce l’ho messa tutta e mi pare che i risultati stiano parlando.

Il tuo progetto si sposa alla perfezione con il concept dell’Overline Jam, festival del writing e della street art. Quanto è importante ricongiungersi all’essenza delle discipline hip hop?

Certamente, si sposa benissimo. Per quanto mi riguarda è totalmente importante, anzi essenziale. Ricollegarsi all’origine di ciò che è stato, crea un motore culturale che può essere un propulsore per portare avanti la cultura per sempre, costantemente in avanti.

Guardare all’indietro e conoscere da dove si viene, ti permette di proiettarti in avanti con conoscenza e cognizione di causa.

I tuoi beat si caratterizzano per le atmosfere calde, profonde, vicine al cuore. Qual è l’esigenza primaria che ti spinge ad evolverti senza snaturarti?

L’evoluzione è necessaria perché serve sempre uno stimolo che porti avanti il cuore e la testa di un artista. Sono però fondamentalmente legato a determinate sonorità, che fanno un po’ da contesto generale rispetto a ciò che faccio, e celano l’ambito all’interno del quale io mi muovo, quindi non mi riesce difficile restare fedele a ciò che sono, spostandomi davanti, per quanto possibile.

Dj Shocca

60 Hz II, a differenza del primo capitolo, è un progetto pubblicato con la Major,  eppure questo fattore non ha intaccato minimamente lo spessore artistico. Il disco è la conferma che se si vuole, si può osare anche in certi ambiti?

La Major ha intaccato zero, amico mio. I tempi sono maturi per far sì che una Major possa investire con cognizione di causa in un prodotto hardcore senza compromessi.

Ormai l’hip hop è dappertutto, dovunque, e per una legge dei numeri, se milioni di persone  conoscono ed accettano questa cultura e la rendono parte della loro vita, è chiaro che anche una nicchia che va ad approfondire, è comunque un numero consistente.

21 anni dopo, a livello tecnico, qual è la caratteristica che senti di aver maturato meglio e quale la skill che hai un po’ perso rispetto a quando eri giovane?

Sicuramente a 46 anni rispetto a poco più di venti, ho perso un po’ di spontaneità, ma ne ho guadagnato in knowleadge e saggezza, fottutamente. Come KRS-One.

MadBuddy & Tormento stasera saranno sul palco insieme a te. Qual è il fattore determinante che vi rende affini nei live e in studio?

Sostanzialmente sono onorato di poter rockare con loro. Ci conosciamo da una vita. Il rispetto reciproco e la passione sono fondamentali.

Dj-Shocca

Dj Shocca, la credibilità di un produttore è strettamente correlata alla sua versatilità di sapersi muovere dal mainstream all’underground con lo stesso spirito e l’essenza intatta?

Assolutamente si. Bisogna essere consci di ciò che si fa e del suono che si ha in mente. Quando tu sai questo e sei padrone della faccenda, puoi fare il cazzo che ti pare.

Dj Shocca, cosa ne pensi della piega che ha preso il rap, sia a livello di sound che di rap?

La situazione è florida, ce n’è per tutti i gusti e ci sono dei numeri importanti che fanno svegliare anche Major e situazioni di business.

Giusto così, perché questo rende l’hip hop una roba presente e stabile. Si riesce ad avere sia underground che mainstream. Questo è un dualismo fondamentale per lo sviluppo e per far sì che la cultura resti.

L’ho chiesto anche a MadBuddy: nel rap game italiano, a livello contenutistico, noti un appiattimento?

È chiaro che se i numeri si ingigantiscono e arrivano anche dei culture vulture come possono essere realtà di puro business, ovviamente si generano dei prodotti che vanno un po’ oltre il limite. Però è un po’ fisiologico. L’hip hop è dappertutto, in tutto il mondo.

È impossibile pensare di preservarlo come il nostro piccolo tesoro senza macchia, e allo stesso tempo volere contemporaneamente che sia una cultura così diffusa. Quindi queste derive del cazzo, vanno non dico accettate, ma quantomeno tollerate e previste. 

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