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G.Anubi, “cado spesso nel tranello dell’apparenza” – Intervista

G. Anubi, artista di Reggio Emilia ma di origine Egiziana, è un ex membro del gruppo locale Doppialama. Dopo una prima pubblicazione solista nel 2019 col disco indipendente Trill shit vol.1: Giovane Husta, G.Anubi entra nel roster di Trumen Records, da poco rilanciata in una versione 2.0 e orientata al nuovo mercato discografico e al mondo Web 3.0 NFT, e si presenta al pubblico con il singolo Balmain.

Prodotto da Trumen Records e distribuita da Artist Firts, il brano, con una produzione musicale curata da LSB X dmo prod, è una ballad trap con un mood molto fresco e accattivante. Perfetto per le radio e i club, Balmain ha come tematica portante il nascondersi dietro le apparenze.

In questa intervista abbiamo cercato di sapere un po’ di più su di lui e sui nuovi progetti.

G.Anubi, ci racconti qualcosa di te dal punto di vista biografico? Quando ti sei avvicinato al rap?

Se devo essere onesto sono sempre stato parte di questo ambito sin da un età abbastanza primordial. Quando ero più piccolo ero una persona molto curiosa nelle cose che attiravano il mio interesse, quando mi affacciai alla musica e nel genere ne volli imparare il più possibile e questo mi ha portato ad avere un ottima Knowledge. Quando iniziai il mio processo di avvicinamento musicale, il primo che ascoltai e che mi colpì fu Notorious BIG, all’età di 11 anni circa, e il caso voleva che io fossi nato il giorno in cui lui è morto da due anni prima (il caso?). Poi, come è giusto che sia, ho avuto un processo evolutivo che mi ha portato ad essere l’artista che sono.

Il tuo nome G.Anubi come è nato?

A dire il vero io ho più nomi da artista in base alla tipologia di traccia che faccio, per esempio Flexer Sosa per i pezzi più melodici, mentre Sosa ha la mula è quello per le traccie più “Gangsta” e crude. G.Anubi però è il primordiale, collega il fatto che questo genere sia pieno di artisti morti (Anubi, dio dei morti) e si collega con le mie origini.


Da poco è uscito il tuo singolo Balmain. Ci spieghi questo titolo e il tema del pezzo?

Il pezzo di come una persona che può avere vari problemi nella vita, che siano amorosi, sociali o personali, cerchi sempre di nascondere lo stare male. Questo capita anche al mostrarsi, allo sperperare soldi, a fare del materialismo un vanto. Soldi sfrattati dai miei Balmain si riferisce a questo, allo spenderli per non pensare al disagio personale e al vuoto dentro. A farsi vedere quello che non si è, soprattutto per non mostrarsi deboli”.

Esce con Trumen Records. Come sei venuto in contatto con loro? Stai pensando di lavorare anche a un disco ufficiale?

Son venuto in contatto con la Trumen più per caso che per altro, ma devo dire che abbiamo percepito un buon feeling reciproco sotto l’aspetto lavorativo e delle idee. È stato un mio caro amico e artista, Meis, sempre di Reggio Emilia a farmi conoscere il mio manager. Sono sempre stato un artista abbastanza produttivo, difatti ho moltissime traccie già concluse anche da tempo addietro. Sicuramente stiamo lavorando a un qualcosa di lungo termine, ma è anche il mercato a creare le esigenze e le aspettative e ci si deve muovere sotto questa prospettiva, un album è sempre nelle idee di un artista che cerca di portare le proprio argomentazioni a un pubblico anche più ampio. Sicuramente posso dire che lavorare con la Trumen per me è un gran piacere.

Nel pezzo parli dell”uso dei soldi per nascondere il disagio interiore e in generale critichi il non mostrarsi per quello che si è davvero. Ti è capitato un periodo del genere nella tua vita? Dove sbagliando ti sei mostrato per quello che non eri?

Al giorno d’oggi ormai l’apparenza sembra quasi normalità, io stesso cado spesso in questo tranello.
Ma come in ogni cosa, ognuno affronta i propri periodi della vita in modo diverso, io sicuramente non posso negare che a me piaccia diciamo “flexare” quello che faccio anche per egocentrismo oltre che per sfogo personale. Sicuramente la sofferenza e il voler sorvolare da certe problematiche fa il suo, ma credetemi che se quando eri un moccioso non avevi nulla e per te era tutto un utopia, può capitare di essere meno se stessi poi, ma basta saper tornare lucidi. Alla fine ciò che conta è sempre essere veri e puntati verso i propri sogni e obiettivi

A proposito di mostrarsi, come vivi tu i social network?

Sto abbastanza attaccato ai social, purtroppo, visto che spesso ti tolgono tempo e idee.
Però se mi serve per stare vicino a chi crede in me e alle mie conoscenze sicuro non ne farò a meno.

So che sei di origine Egiziana. Hai contatti con artisti urban del luogo? O segui qualcuno che ti piace?

Non ho contatti con la scena del mio paese d’origine, anche se onestamente mi farebbe molto piacere anche perché la scena egiziana, ma anche araba in generale, sta avendo un evoluzione notevole e nel futuro rappresenterà una bella fetta della scena mondiale. Alcuni nomi che posso consigliare sono Mousv, Marwan Moussa, Marwan Pablo, Wegz, Dizzytoskinny tra quelli che mi vengono in mente, tutti artisti validissimi e i numeri ne testimoniano.

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