Nati x l’Arte: Gimmi & Doopler sono fratelli di suono. Intervista

Dalla scena toscana arriva “NATI X L’ARTE”, il nuovo joint EP di Gimmi e Doopler, pubblicato da Supernova Dischi: sei tracce che raccontano molto più di una semplice collaborazione. Qui c’è amicizia vera, background comuni e una voglia chiara di portare in musica un’identità forte, capace di parlare un linguaggio internazionale senza dimenticare le radici.
Gimmi, classe 2000, e Doopler, classe ’99, rappresentano due percorsi paralleli che si incontrano e si fondono su beat che, in Nati x l’Arte, spaziano dal trap&b al lo-fi, dai bpm Jersey al rap più diretto e riflessivo. Nessuna formula prefabbricata, solo la voglia di fare le cose a modo loro, senza scorciatoie.
Li abbiamo intervistati in occasione dell’uscita di Nati x l’Arte per farci raccontare com’è nato questo progetto, cosa significa oggi essere “nati per l’arte” e dove sta andando il loro suono, sempre più riconoscibile, personale e fuori dagli schemi.
“Nati x l’Arte” non è solo il titolo del vostro EP, ma sembra quasi una dichiarazione d’identità. Quando avete capito che l’arte sarebbe stata il vostro linguaggio naturale?
Siamo stati coinvolti fin da piccoli in situazioni dove l’arte veniva respirata ogni giorno, Gimmi che fin dalle scuole medie era immerso nel mondo dei graffiti e della Breack, Doopler che viene da una famiglia di batteristi, abbiamo fin da subito colto il valore della musica e dell’arte ad essa legata ed è sempre stato il nostro metodo di espressione primario, e ce lo siamo portati dietro tutta la vita fino alla realizzazione di questo progetto.
Il vostro legame sembra andare oltre la musica. In che modo la vostra amicizia ha influenzato le dinamiche creative del progetto? C’è stato uno scambio che vi ha arricchito personalmente?
L’intento iniziale non era nemmeno quello di fare un progetto. Noi ci siamo beccati in studio in maniera spontanea anche solo per passare tempo insieme e siamo usciti con delle canzoni fatte quasi più per il puro gusto di farle senza la pretesa di doverle per forza pubblicare. Poi quando i brani iniziavano ad essere abbastanza abbiamo capito che non aveva senso tenerli tutti per noi.
Durante le studio session abbiamo messo a confronto le nostre identità artistiche e c’è stato un vero e proprio scambio reciproco, dove entrambi abbiamo imparato molto l’uno dall’altro, abbiamo sperimentato nuove voci nuovi flow, ed è tutta roba che ci mettiamo nel nostro bagaglio e che sentirete senza dubbio nei prossimi progetti.

Nel disco si sentono influenze internazionali evidenti, ma mai forzate. Come vi siete rapportati con i vostri riferimenti esterni senza perdere il vostro accento toscano, sia musicale che culturale?
Nonostante abbiamo delle influenze molto simili, abbiamo entrambi sempre avuto la prerogativa di risultare sempre originali, di metterci sempre qualcosa di nostro, un tocco che ti possa far capire indistintamente che quelli sono Gimmi e Doopler punto. Essendo questa una priorità enorme per tutti e due, la cosa si è trasmessa in maniera naturale nel progetto.
Ogni traccia ha un’identità forte, ma il progetto resta coeso. Com’è stato scegliere le produzioni e cucirle su due voci con sfumature diverse ma complementari?
Tutti i produttori del disco sono persone che conosciamo da tempo anche al di fuori della musica, ci abbiamo lavorato insieme entrambi per i nostri progetti singoli in precedenza quindi è stato molto naturale decidere di coinvolgerli. Per brani in cui ricercavamo un sound super samplato, come Geekd Up, Nati x L’Arte o Bro Elan era la persona perfetta, nell’ ultimo periodo avevamo già sperimentato insieme su quel genere quindi quando abbiamo deciso di fare il disco ci siamo trovati subito.
Quando invece volevamo prendere una piega un po’ più elettronica, come in Beer Supplier o Intelliswag, Cuzna è una garanzia visto che tratta quel tipo di suoni da sempre. Per finire, in Bungee Jumping Boisiè ci ha sorpreso con un giro di chitarra che si incastrava perfettamente con quello che avevamo scritto.

Tra le tracce c’è “INTELLISWAG”, che ha un ritmo Jersey insolito per la scena italiana. Quanto è importante per voi sperimentare anche con sonorità non ancora “mainstream”?
Sperimentare è fondamentale se uno degli obiettivi finali è quello di ricercare un’ identità precisa che si distingua dal resto della scena, in questo i produttori che hanno partecipato al progetto sono stati fondamentali, in particolare cuzna ha sempre un valore aggiunto inaspettato, riesce sempre a trovare quel dettaglio che sorprende e così è stato in INTELLISWAG, l idea iniziale era di fare qualcosa di inerente alla sexydrill perché entrambi eravamo molto fan di quel sound ma grazie a lui siamo riusciti a fare qualcosa di ancora più particolare ed interessante. Lavorare con ragazzi che hanno a loro volta la necessità di creare un proprio sound che sia unico è sempre stato fondamentale sia per questo progetto che per la nostra crescita personale.
A livello visivo e grafico avete fatto un lavoro molto essenziale ma curato. Quanto conta oggi per voi l’immagine? E com’è nato il rapporto con la crew Freesanto?
Il viaggio e la comunicazione sono parti fondamentali per connettersi all’ascoltatore, soprattutto al giorno d’oggi che spesso è il 90% di un progetto, quindi avere la possibilità di avere vicino professionisti come LoveLore e Zero Stress è stata sicuramente una benedizione. Il rapporto con freesanto è un rapporto super genuino e quasi familiare, dato che è la crew di Gimmi ci sono state moltissime situazioni in cui siamo riusciti a beccarci anche fuori dall’ambito lavorativo da prima che prendessimo la musica come un lavoro vero e proprio.

Il vostro è un rap che sa essere personale, ma non autoreferenziale. C’è qualcosa che oggi vi sentite in dovere di raccontare a chi vi ascolta?
Siamo entrambi due rapper molto introspettivi. Descrivere momenti di vita vissuta con tutte le emozioni belle o brutte che ne conseguono è sempre stato una prerogativa per noi e questo ha reso ogni barra del progetto super personale e ha dato anche spazio magari a chi ascolta di rivedersi in ciò che diciamo. A livello di messaggio non c’è un focus preciso vogliamo solo mettere una finestra sulla nostra realtà magari rendendola anche più colorata attraverso la musica, alla fine per noi tutto questo prima di tutto è uno sfogo e spesso quel tipo di emozioni ha un flusso tutto suo quasi astratto, quindi l unico messaggio forse è che esistiamo ed esistono le persone come noi.
Dopo “NATI X L’ARTE”, cosa c’è all’orizzonte? Pensate già a un sequel, a progetti solisti o… a spaccare dal vivo?
Dopo Nati x L’Arte penseremo senz’altro ai nostri progetti personali, che stavamo preparando già da prima del progetto e che si spera al più presto possibile vedranno la luce, ma le nostre strade non si separano anzi, Firenze è così piccola che è molto difficile pensare di non potersi rivedere. Per quanto riguarda i live ogni qual volta ne abbiamo la possibilità cerchiamo di portare sul palco tutto il calore che ci contraddistingue, abbiamo un paio di date già fissate per settembre nella nostra città e ci stiamo muovendo per cercare opportunità anche fuori, sicuramente stare fermi non è una cosa contemplata.





