EsteroIntervisteWriting

Prosa, icona del writing brasiliano: il Brasile nel cuore, l’Europa negli occhi ( Italiano, English, português)

Nato a Curitiba, nel sud del Brasile, Prosa è attivo nella scena del Writing dalla fine degli anni ’90 e rappresenta una delle voci più autentiche del writing sudamericano.

La sua carriera inizia come una passione viscerale, nata davanti a un muro e alimentata dal desiderio di lasciare un segno ovunque: sui quaderni, sui banchi di scuola, fino ad arrivare ai treni e alle grandi città del mondo.

Con uno stile inconfondibile, fatto di colori armonici, personaggi cartoon e una ricerca costante di identità visiva, Prosa ha saputo conquistare riconoscibilità e rispetto, muovendosi con disinvoltura tra il lato illegale e quello professionale del writing.

I suoi lavori hanno illuminato le strade e i tunnel di metropoli come Barcellona, Parigi, Bruxelles, Amsterdam e Roma, ma anche collaborazioni ufficiali con brand come Anjuss e realtà internazionali come Red Bull.

L’intervista che segue è stata realizzata in tre lingue — italiano, inglese e portoghese — per restituire appieno la portata internazionale di un artista che ha trasformato il graffiti in un linguaggio universale, capace di unire esperienze, città e culture diverse sotto il segno della libertà e della creatività.

Prosa IG – Qui !

Nato a Curitiba e attivo nella scena dell’Aerosol Writing dai primi anni 2000: Prosa come ricordi i tuoi primi passi?

Lo ricordo come se fosse ieri, era circa il 1998: vidi un pezzo su un muro ed è stato amore a prima vista, volevo fare lo stesso.

Tornato a casa, iniziai a scarabocchiare sui quaderni, poi a scuola cominciai a disegnare sui banchi, sui muri, ovunque fosse possibile scrivere il mio nome. Era diventata una fissazione: pensavo solo a questo, volevo solo vivere intensamente il graffiti. È diventato qualcosa di viscerale.

Perché hai scelto il nome “Prosa” e cosa significa per te?

In portoghese, “prosa” significa una “bella conversazione“. Da bambino amavo parlare: a scuola prendevo buoni voti, ma non lasciavo studiare nessuno dei miei amici, chiacchieravo tutto il tempo (ride). Un giorno decisi di cercare una parola che mi rappresentasse e trovai “Prosa”: in quell’istante sentii che era la mia. Così nel 2003 iniziai a firmare con questo nome, che porto ancora oggi.

Come definiresti il tuo stile in poche parole? C’è qualcosa che lo rende riconoscibile a colpo d’occhio?

Mi piacciono pezzi puliti, con colori armonici. Il mio stile è più orientato al cartoon, con personaggi che fanno parte integrante del pezzo.

Ciò che mi ha sempre affascinato è che ogni writer ha la sua identità: per questo, fin da subito, ho cercato di costruirmi un linguaggio autentico e originale.

Quando realizzi un lavoro, prepari schizzi e combinazioni di colori in anticipo o preferisci andare in freestyle?

Dipende. Se devo produrre un murales, mi piace progettare tutto prima; se invece esco a “bombardare”, preferisco improvvisare sul momento, in modo spontaneo.

Come scegli i colori e le forme? Ti lasci influenzare dal luogo in cui dipingi o segui sempre una tua linea?

Generalmente uso una palette specifica che ho costruito negli anni. In Brasile il mio lavoro è riconoscibile proprio per i colori e per i personaggi che utilizzo.

Ma, anche con un’identità già consolidata, a volte mi diverto a sperimentare con altre combinazioni e a uscire dalla mia comfort zone.

Ciò che amo di più è la libertà: fare ciò che vuoi, quando vuoi e dove vuoi, senza pensare a piacere a nessuno, solo per pura soddisfazione personale.

Muovendoti tra l’Aerosol Writing legale e quello illegale, cosa ti dà ciascuno di questi due mondi?

Bella domanda. Io cerco di separare le due cose. Per me il writing non ha prezzo: è investimento, non guadagno; è amore, esperienza, atmosfera.

Il murales, invece, lo vedo come un’opportunità di lavoro: lì ho un cliente da soddisfare e devo essere il più professionale possibile, offrendo sempre la migliore esperienza a chi ci ingaggia.

Dal Brasile all’Europa: quali differenze di stile o cultura hai percepito nel modo di vivere l’Aerosol Writing?

In Brasile la scena del writing è completamente diversa. Sui treni, ad esempio, le guardie sono armate: molti amici — me compreso — ci siamo trovati in situazioni dove hanno sparato contro di noi, e recentemente hanno persino colpito l’auto di un nostro compagno. In Brasile, se vai a dipingere un treno, davvero non sai se tornerai a casa. In Europa questo non accade mai. Certo, se vieni beccato avrai dei problemi, ma almeno sarò vivo per risolverli.

La scena brasiliana di Aerosol Writing è molto viva, ma anche piena di sfide. Quali sono le principali difficoltà che un writer affronta nel tuo Paese?

Le strade sono pericolose, la polizia è violenta, e le notti non sono ospitali. Molti preferiscono rischiare di giorno, per evitare di essere fermati di notte, senza nessuno attorno… e non puoi immaginare cosa potrebbe succedere.

Qual è stata la città più ispiratrice dove hai dipinto, e perché?

Tra i posti in cui sono stato, Barcellona mi ha colpito molto: è una città incredibile, con treni stupendi, persone simpatiche, spiagge, cannabis club e bellissimi modelli di treni. Mi ha davvero affascinato. Però anche Parigi ha conquistato il mio cuore: in fondo è la città dell’amore, no?

C’è un momento o un lavoro che conservi nel cuore e che pensi rappresenti la tua traiettoria?

Li porto tutti dentro, ma alcuni sono speciali non per il risultato, quanto per l’esperienza.
Il pezzo più soddisfacente della mia vita è stato dipingere la metro di Parigi nel tunnel, con un piano che avevo organizzato. Parigi era sempre stato un sogno per noi: la vedevamo nei film come Dirty Handz e volevamo farlo anche noi!

Ma la realtà brasiliana è dura: i soldi valgono poco e le prospettive sono limitate. Dopo anni di pianificazione, risparmi, lavoro … riuscire a viaggiare, arrivare lì e dipingere la metro nel tunnel è stato magico. Un mix di emozioni, realizzazione e soddisfazione personale indescrivibile.

Sul piano professionale, il progetto più importante è stata la collaborazione con il brand brasiliano Anjuss, per cui ho realizzato varie grafiche: mi ha aperto molte porte, anche per l’azienda stessa.
E di recente ringrazio anche Red Bull, che sostiene ogni nuovo murales che realizziamo: l’energia non manca mai.

Ci sono artisti, brasiliani o internazionali, che hanno influenzato il tuo percorso o con cui sogni di collaborare?

Le mie maggiori ispirazioni sono senza dubbio Os Gêmeos, writer brasiliani di enorme rispetto. Ho avuto l’onore di dipingere con loro e ancora oggi siamo amici.

Guardando al futuro, quali sono i tuoi obiettivi artistici, in Brasile e all’estero?

Voglio continuare a studiare, a permettermi di vivere e a lasciare che le cose accadano, portando avanti diversi progetti personali.
Il mio obiettivo è portare l’arte ovunque: scuole, musei, gallerie, saracinesche, muri, treni, metro… senza limiti.
E a livello internazionale, vorrei esplorare almeno un nuovo Paese ogni anno.


Prosa, an icon of Brazilian writing: Brazil in his heart, Europe in his eyes

Born in Curitiba, in southern Brazil, Prosa has been active in the Aerosol Writing scene since the late 1990s and today is regarded as one of the most recognizable figures of Brazilian graffiti. His story began almost by accident: a wall piece that struck him at first sight, turning into an obsession, into a visceral desire to draw, leave his name everywhere, and live graffiti as a lifestyle rather than a hobby.

Over the years, Prosa has built an unmistakable identity, marked by harmonic colors, cartoon-style characters, and a very personal sense of freedom. His career moves fluidly between the underground and the professional sides of graffiti: on one hand, the thrill of painting trains, tunnels, and walls with spontaneity; on the other, official commissions and collaborations with brands such as Anjuss and Red Bull, which have given his art global visibility.

Prosa has left his mark in several cities across Brazil and Europe — Barcelona, Paris, Brussels, Amsterdam, Rome — bringing with him the energy of the Brazilian scene and showing how graffiti can be at the same time survival, expression, and art.

We chose to publish this interview in three languages — Italian, English, and Portuguese — to reflect the international dimension of an artist who embodies the spirit of graffiti: freedom, movement, and the constant will to explore new territories.

Born in Curitiba and active in the Aerosol Writing scene since the early 2000s: how do you remember your first steps?
I remember it like it was yesterday, around 1998. I saw something on a wall, and it was love at first sight. I wanted to do the same. I went home, started doodling in my notebooks, then at school I began drawing on desks, walls… everywhere I could, I wrote my name. It became an obsession: I thought only about that, I just wanted to do it and live it intensely. It became visceral.

Why did you choose the name “Prosa” and what does it mean to you?
In Portuguese, prosa means a good conversation. Since I was a child, I loved to talk. At school, I got good grades, but I never let my friends study because I talked all the time (laughs). One day I decided to find a word that identified me, and I found PROSA. Instantly, I felt it was mine. In 2003 I started signing that name, and I still carry it today.

How would you define your style in a few words? Is there something that makes it instantly recognizable?
I like clean pieces, with harmonious colors. My style leans more toward cartoon, with my characters that are an essential part of my graffiti. What always fascinated me about graffiti is that every writer has their own identity — and that’s what I’ve been seeking since the beginning: an authentic and original style.

When you’re working on a piece, do you prepare sketches and color combinations beforehand, or do you prefer freestyle?
It depends. If I’m producing a mural, I like to work on the project first. But if I’m going out to bomb, I love to throw down whatever comes to mind at the moment, spontaneously.

How do you choose colors and shapes? Do you get influenced by the place where you paint, or do you always follow your own line?
I usually use a specific palette that I developed over the years. In Brazil, everyone recognizes my work by the colors I use or by my characters. But even with an established identity, sometimes I like to experiment with other colors and step out of my comfort zone.
What I love most about graffiti is freedom: doing whatever you want, whenever and wherever you want, without worrying about pleasing anyone, just for pure personal satisfaction.

Moving between legal and illegal Aerosol Writing, how do you experience these two sides and what does each give you?
Interesting question.
I try to separate the two things. For me, graffiti has no price — it’s an investment, not money. Graffiti is love, experience, atmosphere.
Murals, on the other hand, I see as work opportunities: I have a client to satisfy, and I need to be as professional as possible, always aiming to provide a good experience for those who hire us.

From Brazil to Europe: what differences in style or culture did you notice in the way people live Aerosol Writing?
In Brazil, the graffiti scene is totally different. On trains, for example, guards carry guns. Many friends — myself included — have been in situations where guards fired at us. Recently they even shot one of our cars. In Brazil, if you go to paint a train, you really don’t know if you’ll make it back home. In Europe, that never happens.
Of course, if you get caught, you’ll have problems, but at least I’ll be alive to deal with them. =)

The Brazilian Aerosol Writing scene is very alive, but also full of challenges. What are the main difficulties a writer faces in your country?
The streets are dangerous, the police are violent, and nights are not friendly. Many writers prefer to take risks during the day to avoid being caught at night when nobody is around — and you can’t imagine what might happen.

What has been the most inspiring city where you’ve painted, and why?
Of the places I’ve been, Barcelona was incredible: a city with beautiful trains, friendly people, beaches, cannabis clubs, and amazing train models. Barcelona fascinates me. But Paris also won my heart — after all, it’s the city of love, right? =)

Is there a moment or a piece of work that you keep in your heart and that you feel represents your journey?
I keep them all in my heart, but some I love not because of the work itself, but because of the experience.
The most satisfying graffiti for me was painting the Paris metro in the tunnel, in a plan I had organized. Paris was always a dream: we watched it in graffiti movies like Dirty Handz and we went crazy, wanting to do the same! But our reality in Brazil is different: money is worth little, and prospects are low. After years of planning, saving, working… making the trip, getting there, and painting it in the tunnel was literally magical. A mix of feelings, fulfillment, pure personal satisfaction. Indescribable.
On the professional side, the most remarkable project was for the Brazilian clothing brand Anjuss, where I designed some collaborations that opened many doors for me and for the company.
And recently, I also thank Red Bull for supporting every new mural we create. Energy is never lacking. =)

Are there artists, Brazilian or international, who influenced your path or with whom you dream of collaborating?
My greatest references in graffiti are without a doubt Os Gêmeos, very respected Brazilian writers. I had the honor of painting with them, and we remain friends to this day.

Looking to the future, what are your artistic goals, in Brazil and abroad?
I want to keep studying, keep allowing myself to live, letting things happen, while developing several personal projects.
I want to take art everywhere: schools, museums, galleries, shutters, walls, trains, subways… with no limits.
And internationally, my goal is to explore at least one new country every year.


Prosa, ícone do writing brasileiro: o Brasil no coração, a Europa nos olhos

Nascido em Curitiba, no sul do Brasil, Prosa é ativo na cena do Aerosol Writing desde o final dos anos 1990 e hoje é considerado um dos nomes mais reconhecidos do graffiti brasileiro. A sua trajetória começou quase por acaso: um muro que lhe chamou a atenção à primeira vista e se transformou em obsessão, numa vontade visceral de desenhar, de deixar seu nome em todo lugar e de viver o graffiti como estilo de vida.

Ao longo dos anos, Prosa construiu uma identidade única e inconfundível, marcada por cores harmônicas, personagens em estilo cartoon e uma busca constante pela autenticidade. Sua carreira transita entre o underground e o profissional: de um lado, a adrenalina de pintar trens, túneis e paredes de forma espontânea; do outro, colaborações oficiais com marcas como Anjuss e Red Bull, que ampliaram sua visibilidade no Brasil e no exterior.

Prosa já pintou em várias cidades do Brasil e da Europa — Barcelona, Paris, Bruxelas, Amsterdã, Roma — levando consigo a energia da cena brasileira e mostrando como o graffiti pode ser, ao mesmo tempo, sobrevivência, expressão e arte.

Optamos por publicar esta entrevista em três idiomas — italiano, inglês e português — para transmitir toda a dimensão internacional de um artista que fez do graffiti um idioma universal, capaz de unir experiências, cidades e culturas sob o signo da liberdade e da criatividade.

Nascido em Curitiba e ativo na cena do Aerosol Writing desde meados dos anos 2000: como você lembra dos seus primeiros passos?
Lembro como se fosse ontem, era por volta de 1998: vi aquilo no muro, e foi paixão à primeira vista, quis fazer igual. Fui para casa, comecei a rabiscar nos cadernos, na escola comecei a riscar as mesas, as paredes… em todo lugar eu colocava meu nome. Virou uma fissura: eu só pensava nisso, só queria viver isso intensamente. Tornou-se algo visceral.

Por que você escolheu o nome “Prosa” e qual é o significado pra você?
Prosa em português significa uma boa conversa. Desde criança, eu amava conversar: na escola tirava boas notas, mas não deixava nenhum amigo estudar, eu falava o tempo todo (risos). Um dia decidi buscar uma palavra que me identificasse e cheguei em PROSA. Na hora senti: é você! Então, em 2003 comecei a assinar esse nome, que carrego até hoje.

Como você definiria o seu estilo em poucas palavras? Tem algo que faz ele ser reconhecido de cara?
Gosto de peças limpas, com cores harmônicas. Meu estilo é mais voltado para o cartoon, tenho meus personagens, que são parte absoluta do meu graffiti. O que sempre me fascinou no graffiti é cada escritor ter sua identidade. Isso me encanta, e desde cedo busquei formar uma identidade autêntica e original.

Quando vai fazer um trampo, você prepara esboços e combinações de cores antes ou prefere mandar direto no freestyle?
Depende. Se for um mural, gosto de elaborar o projeto antes. Agora, se for para bombardear, eu gosto de jogar o que vem na hora, espontâneo.

Como você escolhe as cores e as formas? Se deixa influenciar pelo lugar onde pinta ou segue sempre uma linha sua?
Geralmente uso uma paleta específica, que construí ao longo dos anos. No Brasil, todos já reconhecem meu trabalho pelas cores que uso ou pelos personagens. Mas, mesmo com uma identidade pré-estabelecida, gosto de brincar com outras cores e sair da minha zona de conforto.
O que mais amo no graffiti é a liberdade: fazer o que quiser, quando e onde quiser, sem se preocupar em agradar ninguém, apenas por pura satisfação pessoal.

Se movimentando entre o Aerosol Writing legal e ilegal, como é viver esses dois lados e o que cada um te proporciona?
Pergunta interessante.
Procuro separar as coisas. Para mim, graffiti não tem preço — é investimento, não dinheiro. Graffiti é por amor, pela vivência, pela atmosfera.
O mural, eu vejo como oportunidade de trabalho: tenho um cliente para atender e preciso ser o mais profissional possível, sempre proporcionando uma boa experiência para quem nos contrata.

Do Brasil pra Europa: quais diferenças de estilo ou de cultura você percebeu no jeito de encarar o Aerosol Writing?
No Brasil a cena do graffiti é totalmente diferente. Nos trens, por exemplo, os seguranças usam armas. Vários amigos — inclusive eu — já passamos por situações onde os seguranças atiraram em direção a nós. Recentemente, atingiram o carro de um dos nossos. Então, no Brasil, se você vai pintar um trem, realmente não sabe se vai voltar para casa. Na Europa isso nunca vai acontecer.
Claro que se formos apanhados na Europa, teremos problemas, mas estarei vivo para resolver. =)

A cena brasileira de Aerosol Writing é muito viva, mas também cheia de desafios. Quais são as maiores dificuldades que um writer enfrenta no seu país?
Aqui as ruas são perigosas, a polícia é violenta, e as madrugadas não são muito hospitaleiras. Muitos escritores preferem arriscar durante o dia, para evitar ser pegos de madrugada, sem ninguém por perto — e você não imagina o que pode acontecer.

Qual foi a cidade mais inspiradora onde você já pintou e por quê?
Dos lugares por onde andei, gostei muito de Barcelona: uma cidade incrível, com belos trens, pessoas legais, praias, clubes de cannabis e belíssimos modelos de trens. Barcelona me encanta. Mas Paris também conquistou meu coração — afinal, é a cidade do amor, né? =)

Tem algum momento ou trampo que você guarda no coração e que acha que representa a sua trajetória?
No coração eu guardo todos, mas alguns eu gosto muito, não pelo trabalho, mas pela vivência.
Para mim, o graffiti mais satisfatório foi pintar o metrô de Paris no túnel, em um plano que eu montei. Paris sempre foi um sonho: víamos nos filmes de graffiti, como Dirty Handz, e ficávamos loucos, queríamos fazer igual! Mas aqui a realidade é outra: nosso dinheiro vale pouco e o Brasil é um país onde não temos muita perspectiva de voar alto. Depois de anos planejando, economizando, trabalhando… fazer a viagem, chegar lá e pintar no túnel foi literalmente mágico. Um misto de sentimentos, de realização, de pura satisfação pessoal. É inexplicável.
Já em trabalhos profissionais, o mais marcante foi para a marca brasileira de roupas Anjuss, onde desenhei algumas colaborações. Isso abriu muitas portas para mim e também para a empresa.
Recentemente, agradeço também à Red Bull, por fortalecer cada novo mural que elaboramos. Energia não falta. =)

Tem artistas, brasileiros ou de fora, que influenciaram o seu caminho ou com quem você sonha em colaborar?
Minhas maiores referências dentro do graffiti, indiscutivelmente, são os Os Gêmeos, escritores brasileiros de muito respeito. Já tive a honra de pintar junto com eles e até hoje mantemos amizade.

Olhando para o futuro, quais são seus objetivos artísticos, tanto no Brasil quanto fora?
Quero seguir estudando, seguir me permitindo viver, deixando acontecer e, ao mesmo tempo, elaborando diversos projetos pessoais.
Quero levar a arte para todos os lugares possíveis: escolas, museus, galerias, portas de aço, muros, trens, metrôs… sem limitações.
E internacionalmente, a meta é tentar, uma vez por ano, explorar novos países.

Selene Luna Grandi

Italian journalist, creative and public relator. I moved to London in 2015 after several years of experience as war correspondent for some Italian Newspapers. I write, promote and I'm involved in projects about Medicine, Health, Urban cultures, Environment.

Articoli Correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


Il periodo di verifica reCAPTCHA è scaduto. Ricaricare la pagina.

Pulsante per tornare all'inizio