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1978 è il nuovo EP di Ape. Storie di Milano

Esce oggi il nuovo EP di Ape, 1978, secondo lavoro in un prolifico 2018 per il rapper brianzolo dopo The Leftlovers. Il lavoro arriva per celebrare i 40 anni di Ape, di cui una buona metà – sempre bene ricordarlo – dedicati all’hip hop.

1978 non è un lavoro che ti impressiona sin da subito. Le 6 tracce, ad un primo ascolto, girano abbastanza lisce, senza toccare picchi particolarmente alti. Non è un disco che cattura immediatamente, né tantomeno si accosta al tipo di fruizione rapida e relativamente breve che va per la maggiore ora. Poca immagine, poca apparenza, semplicemente rime e liriche che necessitano di più ascolti.

1978 si apre con Il Mambo degli Orsi, il feat con Zampa con produzione di Bassi Maestro, che dopo l’inevitabile momento nostalgico, contiene le strofe migliori dell’intero EP, per intenzione e carisma. Un’apertura esattamente come ci si aspetterebbe da un pezzo con questi nomi, ma con in più la consapevolezza del passato che rende orgogliosi e al tempo stesso pesa quando è l’ora di guardare avanti.

In Una Stagione Selvaggia Milano si prende la scena, la Milano meno raccontata. Siamo in piena estate e Ape ci porta con lui nella sua vita nella metropoli quasi deserta, dove solo i turisti popolano il centro. È la canzone “per chi è rimasto ad Agosto”.

1978 è un lavoro che racconta storie ed è proprio per questo motivo che richiede un ascolto attento per poterlo apprezzare. Rumble Tumble è uno storytelling di grande qualità, dove il racconto di un uomo in difficoltà e di una rapina andata male è restituito con una grande padronanza dalle penne di Ape e Lord Madness. Descrizioni precise, parole che diventano immagini nella testa dell’ascoltatore, davvero molto bene.

Rookie, con Musteeno, è il pezzo meno impegnato del disco, da ascoltare per una strumentale fortissima di Ill Papi. Il rap qua, per quanto tecnicamente ineccepibile, affronta argomenti triti e ritriti e stanca dopo poco. Sulla stessa linea Brett, ottima strumentale, argomento così così, anche se in questo caso sicuramente più divertente.

1978 è un lavoro ben assortito, sicuramente in linea con i lavori precedenti di Ape, ispirato dalla città che abita e che merita di essere ascoltato, ma solo se hai intenzione di dedicargli il tempo che necessita. No mordi e fuggi.

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Il Conte

Al secolo, Pierluigi Conte, nasce a Lecce 25 anni fa. Rapper con troppa autocritica, scrittore dedito alla pratica del bruciare fogli, ha all'attivo un EP, Amnios e la serie di web-track NO PROOFIT. Fonda insieme ad alcune realtà bolognesi e salentine, il collettivo jam Spit On It. Studia cose a caso, ascolta musica non a caso. L'hip hop lo seduce fin da piccolo, il rock cerca di diventare suo amante. Odiato dai vicini per il volume sempre al massimo, ora è impegnato nella critica musicale e nell'organizzazione di prese bene.

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