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NO COMMENT: IL DISCO DELLA MATURITÀ DI NITRO

 

Commentare un disco è sempre un lavoro delicato, se poi il disco in questione prende le distanze da qualsiasi manifestazione di opinione già dal titolo, farlo diventa ancora più complicato. La linea di No Comment, l’ultima fatica di Nitro, è chiara: una presa di distanza da una scena dove i protagonisti sono diventate le attività collaterali e gli artisti sono spesso figure al limite tra musicisti e youtuber. Due anni di quasi totale silenzio, zero fiato alla bocca, se non davanti ad un microfono, dove il rapper vicentino dice la sua (senza badare ad essere conciso) nel modo più congeniale ad un paroliere come lui. Cantando.

No Comment esce il 12 Gennaio, dopo due mesi di attesa, anticipato dai singoli Buio Omega, intro dell’LP, e Infamity Show. 13 tracce che scorrono in larga parte piacevolmente, influenzate da sonorità moderne e dal filone trap che negli ultimi anni sta spopolando in Italia. Le produzioni sono in larga parte affidate al producer di punta di casa Machete, Low Kidd, con alcune incursioni che ben si amalgano nel suond del disco firmate Salmo, Tha Superme (classe 2001!), Zef e Denny The Cool.

Nelle 13 tracce si nota una netta maturazione dell’artista vicentino rispetto al suo ultimo lavoro, non tanto per quanto riguarda l’aspetto tecnico, ma dal punto di vista della crescita personale. Trova poco spazio l’insicurezza che si faceva spazio prepotemente in Danger e, in misura minore, in Suicidol, rimpiazzata da una consapevolezza dei propri mezzi e del proprio percorso. È il caso di Ho Fatto Bene, vero manifesto del pensiero attuale di Nitro, dove afferma con forza la convinzione nelle scelte fatte in passato che l’hanno portato, dall’essere un promettente rapper di provincia, a diventare un artista di massima carature dell’hip-hop italiano.

Il livello delle liriche rivela una dualità tra tecnica e contenuti a volte sbilanciata verso la prima. Se, a livello metrico, i testi sono impeccabili, chiaramente frutto di una grande ricerca nell’utilizzo delle giuste parole e di riuscitissime linee vocali, i temi portanti di alcune tracce sfociano nella mera autocelebrazione. È una scelta chiara e consapevole, portata a creare un disco che vuole rimanere in testa all’ascoltatore con punch lines aggressive e libere da ogni freno moralista, ma che a volte limita il prodotto finale in un ripetersi di clichè già sentiti e risentiti sia in Italia che oltreoceano. È il caso delle collaborazioni con Dani Faiv in N.V.M.L. e con Madman in Ok Corral: due brani sulla stessa linea, in cui la scena è per l’affermazione della propria forza e del difficile percorso che ha portato negli anni all’affermazione della propria immagine. Ma la collaborazione più riuscita è senza dubbio Passepartout, dove il featuring con Lazza spicca rispetto alle performance dei suoi colleghi, innalzando la media qualitativa del disco. Una strumentale che alterna una sezione ritmica cadenzata ad una sincopata (quasi jungle in alcuni frangenti) avvolge le interessanti linee vocali dei due rappers Machete; il risultato è uno dei pezzi più riusciti dell’intero lavoro.

Un altro aspetto che emerge dall’ascolto del disco è la versatilità di Nitro, capace di approcciarsi bene sia su strumentali hardcore, sia su tappeti più intimi e conscious. Nella seconda metà del disco troviamo il duo San Jupinero I/II (chi ha detto Black Mirror?), dove troviamo tutto il lato emotivo dell’artista vicentino. Il pericolo in pezzi di questo tipo è sfociare nel mieloso, andando a sdoganarsi nella classica canzone d’amore. Cosa che si avverte lontanamente in San Jupinero II, dove però l’ottimo ritornello (che si trova insolitamente a fine pezzo) dona particolarità all’intero brano.

La chiusura del disco è affidata ad Horror Vacui, pezzo che si contraddistingue per la produzione più complessa di No Comment. Danny The Cool e Low Kidd hanno colto in pieno il mood delle liriche di Nitro, accompagnandolo in un viaggio introspettivo che si risolve  in un outro dove l’artista fa quasi un mea culpa:

 

“E cosa ti aspettavi da me
Dimmi cosa ti aspettavi da me”

 

No Comment è un disco maturo e ben confezionato. Siamo di fronte ad un lavoro accuratamente studiato, con i tempi giusti, ma che a conti fatti non si discosta molto dalle tendenze hip-hop attuali. Se Nitro si chiedeva cosa ci aspettassimo, noi ci saremmo aspettati esattamente questo.

 

VOTO: 7

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Il Conte

Al secolo, Pierluigi Conte, nasce a Lecce 25 anni fa. Rapper con troppa autocritica, scrittore dedito alla pratica del bruciare fogli, ha all'attivo un EP, Amnios e la serie di web-track NO PROOFIT. Fonda insieme ad alcune realtà bolognesi e salentine, il collettivo jam Spit On It. Studia cose a caso, ascolta musica non a caso. L'hip hop lo seduce fin da piccolo, il rock cerca di diventare suo amante. Odiato dai vicini per il volume sempre al massimo, ora è impegnato nella critica musicale e nell'organizzazione di prese bene.

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