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Travis Scott ha sdoganato i concerti vituali?

Il concerto del rapper statunitense ha raggiunto cifre record per gli spettatori, Fortnite ha dichiarato che hanno assistito alla performance oltre 27 milioni di utenti in contemporanea.

Il mini digital-concert di Travis Scott su una delle piattaforme di gioco più popolari del mondo ha registrato un enorme successo ed ha aperto la strada a molti interrogativi.

Il coronavirus infatti, come è già noto, ha portato desolazione e chiusure obbligate anche nel mondo dell’entertainment, che è in questo momento in ginocchio come pochi altri settori.

In un primo momento tutto il mondo è rimasto affascinato dalla mole di “finestre” lasciate aperte dagli artisti di tutto il mondo, che si sono prestati a qualsiasi tipo challenge o improbabile tutorial, ma dopo settimane passate tra tv e smartphone, gli utenti hanno iniziato a dimostrarsi insofferenti alla maggior parte dei contenuti offerti in diretta streaming.

Diciamocelo: le dirette sono troppe e spesso sono anche vuote di contenuti, anche se ci sono alcune perle in questa jungla di trash virtuale (vedi Cattellan).

L’idea di Travis Scott quindi rischia di avviare una tendenza che con molte probabilità soppianterà le ormai asfissianti Instagram Live.

Ma ci sono molti fattori da valutare, tra cui la possibilità di estendere la possibilità di esibirsi su piattaforme analoghe artisti non così internazionali (basti pensare agli artisti più popolari di ogni singola nazione).

Il live di Travis Scott ci ha mostrato però che piattaforme così seguite e così malleabili, offrono infinite possibilità d’intrattenimento e di business.

Dovremo quindi aspettarci un incremento di contenuti digitali, che con ogni probabilità saranno gestiti dalle “solite big” (di tutti i settori), che si impadroniranno presto (e piuttosto facilmente), delle posizioni dominante del mercato nascente.

L’opportunità è quindi “ghiotta” oltre che dal punto di vista economico (pensate che per un live da 27 milioni di spettatori non è stato speso un euro per il comparto tecnico come luci, facchinaggio, sound e personale), anche da parte degli artisti che avvieranno probabilmente “una corsa al record”.

I record da conseguire sono molteplici: dagli spettatori in contemporanea, al totale degli accessi, alla lunghezza dei live, per passare dalla particolarità della piattaforma.

Tali record sono ora (e solamente ora) raggiungibili grazie a due fattori fondamentali: il lockdown che ha costretto in casa milioni di persone in tutto il globo e le tecnologie che hanno raggiunto un’altissima specializzazione nel campo delle telecomunicazioni.

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V

V nasce a Roma e sin da bambina, quando si divertiva a scratchare con gli inconsapevoli vinili di Mina acquistati in gioventù dalla madre, capisce che il suo scopo nella vita è conoscere quanti più suoni possibili (oltre a quello di essere bannata dalle pagine Facebook della Lega ovviamente). Influenzata dalla scena raver dei primi anni 2000 ama il suono della cassa a 4/4 avvolta da un sub sinusoidale. Manager e co-founder de “Il Rappuso”, attualmente lavora come producer e dj.

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