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4 chiacchiere con EasyOne: dal nuovo freestyle alla nazionale Hip Hop

Dopo circa due anni EasyOne, reduce dal disco Stessa Pelle, che vantava collabo del calibro di Ensi, Primo, Mistaman e Clementino, esce con il secondo atto della saga “che ti aspettavi’. Un inno ma allo stesso tempo un missile terra aria prodotto interamente da Fabio Lazza. Un mix di sana ignoranza e consapevolezza, l’ultimo brano/freestyle prima dell’uscita del suo nuovo album che vedrà la luce tra la fine del 2021 e l’inizio 2022.

Ciao Easy One! Innanzitutto vogliamo darti il bentornato. Lunedì uscirá un tuo video freestyle, che é un po’ la chiusura del cerchio del brano “che ti aspettavi”, quindi facci giocare con i tempi verbali per chiederti: cosa ti aspetti?

Mi aspetto che ogni tanto le robe vere vengano fuori. Mi sono completamente asciugato le palle di sto suono fastidioso, dai sempre la stessa solfa, senza knowledge e per giunta adesso completamente fuori luogo e anacronistico. Nel brano lo dico non ce l’ho con la trap, sarebbe da stupidi prendersela con un intero genere musicale a caso, ma credetemi tranne i veri campioni (e ce ne sono) gli altri sono completamente anonimi.

Tornando dopo circa due anni, all’interno di una scena come questa nella quale le mode durano molto poco, cosa trovi cambiato al tuo ritorno?

La cosa che mi interessa è solo una che io non sono cambiato. Credo sia proprio il momento giusto di far capire che la merda classica non muore mai, anzi sta ritornando a comandare (Grazie Rovazzi per la dritta ehe), questa non è una previsione è matematica, è un po come in amore, cerchi tutta la vita la tipa sbagliata perchè ti fa tribolare ma poi arriva la felicità che è il sentimento autentico (poi in altri casi rimani single). La trap è il passato per assurdo, tanto ci sarà sempre qualcuno che ti dirà “ma zio la trap non è di moda ora va molto la drill” la mia risposta è…beh? Sti gran cazzi. Non è che se una cosa va di moda tutti ce la dobbiamo ciucciare con la cannuccia. Poi dire non mi piace un genere musicale sarebbe una bestemmia ripeto, esistono artisti trap che mi piacciono il problema non è la trap (ma come spiego nel mio nuovo brano) ma che certi artisti con il l’hip hop non c’entrano un cazzo.

Sei un artista d’esperienza con un percorso netto, ma anche molti tuoi colleghi navigati, in questi periodi, strizzano l’occhio alle mode del momento per questioni discografiche. Non ci stai preparando un disco trap o drill, vero?!

Perchè no? Il problema non è il genere. La questione è legata allo stile, la scrittura, l’attitudine, la resa sul palco e in studio di registrazione, puoi fare il cazzo che vuoi se sei un vero capo. Io non mi sento un capo ma neanche l’ultimo arrivato. Pensa ho chiuso più rime in questa frase che nell’intera scena attuale (ehehe)

Parliamo proprio del disco che verrà anticipato da questo freestyle: cosa puoi dirci senza spoilerare nulla?

Dopo questo brano che altro non è che un esercizio stilistico, un un mix di sana ignoranza e consapevolezza, uscirò con il mio nuovo album, molto hip hop e davvero estremamente intimo rispetto al passato. Pandemia permettendo potrebbe uscire alla fine del 2021.

Siamo ancora freschi di vittoria degli Europei della nostra nazionale, ma é di un’altra nazionale che vorrei ci parlassi ed quella della nazionale Hip Hop. Raccontaci del progetto

Intanto per quanto riguarda la nazionale, grazie re Giorgio e mi fermo (lui è il vero pallone d’oro). Allora la Nazionale Hip Hop è più che una squadra un vero e proprio gruppo di amici che attraverso il calcio fanno del bene. Mi sono trovato molto bene in questa realtà perché per la prima volta mi sono imbattuto a fare beneficenza in un certo modo, ogni centesimo raccolto sai a chi va e perchè. Per esempio ora stiamo lavorando al #Play2give, un progetto che ci permette di andare ad incontrare i ragazzi dei quartieri delle periferie, diciamo abbattendo un po quello scoglio fastidioso, che è quell’arcaico rapporto di distanza tra cantante e fan, trasformando i ragazzi ln coautori di attività benefiche. In pratica siamo noi artisti che stimoliamo i ragazzi a tirare fuori delle idee da realizzare nei propri quartieri. Ci tengo a precisare che dentro lo spogliatoio della NHH non ci sono, bodyguard, manager, discografici, solo ragazzi che hanno voglia di fare del bene divertendosi.

Chiudiamo invertendo i ruoli. Fai tu una domanda a coloro che stanno leggendo questa intervista!

Vi piace ancora il rap assassino, quello che fa tremare le palazzine delle popolari? Ecco allora adesso più che mai tocca supportarlo. È il momento giusto credetemi.

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Federico

Steek nasce in un piccolo paesino della Sardegna negli ’80 per poi emigrare con la valigia di cartone e una sfilza di dischi hip-hop nella capitale. Durante la seconda metà degli anni ’90 viene folgorato dalla cultura hip hop in tutte le sue forme e discipline, dapprima conoscendo il rap Made in USA, arrivando poi ad appassionarsi al rap Made in Italy grazie ad artisti storici, quali: Assalti Frontali, Otr, Colle der fomento, Sangue Misto e molti altri. Fondatore della page “Il Rappuso” che lo porta a collaborare con tutta la scena rap underground italiana, mette la sua voce e la sua esperienza al servizio di LOWER GROUND con la trasmissione che prende il nome dalla sua creatura “IL RAPPUSO”.

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