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Il Rappuso- Intervista al vincitore dello “ShowBeatz contest” Stoma Emsi

Abbiamo fatto due chiacchiere con “Stoma Emsi”, fresco vincitore del contest “ShowBeatz”.

 

1- Ciao Stoma! Raccontaci in breve come hai vissuto “ShowBeatz”.

L’esperienza di Show Beats l’ho vissuta molto tranquillamente, mi sono divertito tantissimo, anche perché da come avete potuto vedere nella diretta, mentre facevo il beat c’era aria di festa con i miei fratelli di OlyoBollente e RapPirata, quindi ce la siamo vissuta proprio bene, il tema “arabesco” mi è piaciuto tantissimo e mi ha stimolato subito, anche perché vivendo a Milano in Via Padova sono attorniato da musiche di tutto il mondo ogni giorno e sono proprio quelle musiche che stimolano la mia creatività

2-Parliamo di te come artista: come sei approcciato al mondo del beatmaking?

Sono tanti anni che produco strumentali, ma mi sento soddisfatto dei miei lavori da poco, da forse 4-5 anni; prima di essere un beatmaker sono un batterista e percussionista, il mio primo “beat” l’ho composto a 14 anni, usavo “Music Maker” e mi ricordo che già tagliuzzavo i loop di batteria del programma per farne di nuove , suonandoci sopra una “pianola” Bontempi, negli anni ovviamente ho scoperto il fantastico mondo del “fare i beats”, perfezionandomi e dando ad ogni composizione il mio tocco personale

3-Cos’è oggi per te fare beats?

Fare beats è innanzitutto fare un buon 80% di un pezzo rap, se il beat non mi piace da subito non riesco ad ascoltare tutto il pezzo, anche se l’Mc spacca.
E’ rinnovarsi ogni volta, ricercare, amare la musica nel senso più profondo, perché per me per essere un bravo beatmaker devi essere un bravo musicista, avere sensibilità ritmica, il groove (cosa per me davvero essenziale), avere senso della melodia, ma soprattutto non essere troppo “estrosi” ..ricordiamoci che un beat il più delle volte è per far rappare..

4-Quali sono i generi che ti stimolano di più e quali quelli che ti condizionano nella creazione di un beats?

Come detto prima, essendo prima di tutto un batterista ho ascoltato e ascolto tutt’ora una quantità enorme di musica; mi stimola tutta la musica fatta bene, non conta il genere, posso prendere spunto da un pezzo degli Stratovarius (metal) fino al classico pezzo Soul e via dicendo. Sicuramente la black music mi ispira molto per le ritmiche ma non c’è un genere in particolare se non appunto la musica fatta bene

5-Prediligi l’analogico o il digitale?

Non ho preferenze particolari, ovviamente suonando l’analogico il suono è più corposo, fortunatamente avendo un Pc vecchio, mi sono comprato una MiniKorg e devo proprio dire che grazie a questa “astronave” il mio suono è cambiato..Non dimentichiamoci però delle possibilità economiche..ovvio viva l’analogico, ma ognuno fa con quello che si può permettere e se hai groove spacchi pure con una Pianola Bontempi..

6-Ci sono beatmakers dai quali prendi esempio nel tuo percorso artistico? Se si, quali?

Sicuramente J Dilla ha cambiato il mio modo di produrre, e da li tutta la scena di beatmaker che ne derivano o che comunque hanno quell’impronta, Madlib MNDSGN e la Stones Throw, Erick Sermon etc.. poi però mi sto divertendo tantissimo a fare cose più “nuove”, mi piace molto Cashmere Cat MajorLazer ma anche la scena Grime/Trap londinese

7- Come sta mutando secondo te il ruolo del Beatmaker nella scena hip hop mondiale?

Negli anni ho visto sicuramente un cambiamento, ora abbiamo più “importanza”, siamo citati nei pezzi eheh..quindi è un ottimo passo avanti, siamo ancora un po’ indietro ovviamente, ma siamo sulla buona strada per essere considerati veri musicisti. Dal punto di vista tecnologico siamo veramente avanti, talmente tanto che io molte volte mi sento molto indietro sentendo certi capolavori

8-Parlaci dei tuoi progetti imminenti

Oltre a essere un beatmaker sono un Mc e un cantante reggae dancehall..Il 20 Aprile uscirà un pezzo con un bellissimo video dal titolo “PeaceLoveUnityHavinFun” sul canale RapPirata; lo stesso giorno uscirà sui Spotify e tutti i vari portali un mio Ep reggae e Dancehall intitolato “Riddimmelo” ..Sto lavorando anche a un bellissimo Ep con WillyValanga (rap pirata), sto ultimando un mio JamTape (23 tracce rap con più di 30 mc’s da tutta Italia). In più tantissimi progetti con la mia Crew Rap Pirata

9-Cosa ti auspichi per il futuro della tua carriera artistica?

Mi auguro di fare sempre bella musica e portarla in giro più possibile rendendo fiero me, la mia famiglia e la mia crew

10- Cosa consiglieresti a chi sta per approcciarsi al mondo del beatmaking?

Come “secondo lavoro” faccio il tecnico educatore di laboratori rap nei centri giovanili del milanese con Street Arts Akademy, quindi sono abbastanza abituato a questa domanda..Consiglio a tutti di A-DIVERTIRSI B-ASCOLTARE TANTISSIMA MUSICA DI OGNI GENERE POSSIBILE C-RICERCARE D-NON ACCONTENTARSI MAI E-FARSI UN PROPRIO STILE F-NON FARE TYPE BEAT (..)

 

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Federico

Steek nasce in un piccolo paesino della Sardegna negli ’80 per poi emigrare con la valigia di cartone e una sfilza di dischi hip-hop nella capitale. Durante la seconda metà degli anni ’90 viene folgorato dalla cultura hip hop in tutte le sue forme e discipline, dapprima conoscendo il rap Made in USA, arrivando poi ad appassionarsi al rap Made in Italy grazie ad artisti storici, quali: Assalti Frontali, Otr, Colle der fomento, Sangue Misto e molti altri. Fondatore della page “Il Rappuso” che lo porta a collaborare con tutta la scena rap underground italiana, mette la sua voce e la sua esperienza al servizio di LOWER GROUND con la trasmissione che prende il nome dalla sua creatura “IL RAPPUSO”.

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