IntervisteRap italiano

Intervista a Snake: freestyler finalista del Tecniche Perfette

Abbiamo con noi Snake, finalista del Tecniche Perfette Lombardia e vincitore della Battle di Freestyle organizzata da Music Dreamers a Bergamo il 24 Febbraio.

Innanzitutto benvenuto da tutto lo Staff del Rappuso e grazie per aver accettato di parlare con noi.

Snake

Raccontaci chi sei, da dove vieni e in breve il tuo percorso musicale.

Snake: Penso sia obbligatorio ringraziare a mia volta lo Staff del Rappuso e Music Dreamers per lo spazio che mi hanno dedicato e l’interesse che hanno mostrato verso la mia musica. Mi chiamo Serse Rossini, in arte Snake, vengo da Treviglio (BG) e ogni tanto faccio rap.

Il mio percorso musicale è molto simile a quello di altre persone, infatti, mi sono innamorato del rap verso i 12-13 anni e da allora non ho più smesso né di farlo, né di ascoltarlo. Ovviamente all’inizio ero scarso come quasi tutti quelli alle prime armi, ma con gli anni ho capito i valori e i dogmi di una cultura che non ci appartiene, ma della quale rappresentiamo la parte attiva. Inoltre ho capito le regole del gioco, studiato i dischi sacri e ho affinato la tecnica, anche grazie ai famosi ‘’vecchi seduti attorno al fuoco’’ che mi hanno consigliato e guidato nella mia crescita.

Snaked Ep

Ascoltando Snaked Ep emerge una tua grande voglia di rivalsa e di prenderti ciò che ti spetta (vedi il pezzo Gratis), sempre con un rispetto quasi religioso verso la cultura Hip Hop. In ogni traccia dell’Ep si nota una continua ricerca delle rime e degli incastri, sempre con l’obiettivo di comunicare attraverso i testi agli ascoltatori. Spiegaci com’è nato questo tuo primo progetto da solista e quali impressioni hai avuto appena uscito e a distanza ormai di qualche mese.

Snake: Snaked è un lavoro che è nato e suona esattamente spontaneo e reale.

In realtà chi mi ha spronato a iniziare questo lavoro è stato Mauro Radaelli, in arte Dj Pad, fondatore del BPM Contest, che in più di un’occasione sono riuscito a vincere. Io e Pad ci conosciamo da molto tempo e avevamo già collaborato insieme in qualche traccia e un giorno mi ha chiesto se mi andava di fare un Ep insieme e ovviamente ho accettato. In studio lui e Matteo Mondonico hanno prodotto e suonato i beat e insieme li abbiamo scelti e modificati per farli suonare al meglio. Abbiamo registrato ogni traccia quasi totalmente one take, perché a mio personale parere rende più reale il pezzo e quello che si vuole comunicare non si perde dentro a mixaggi e doppie voci. In pratica sono orgoglioso del mio lavoro e sono molto contento di aver collaborato con Core Music, che ha realizzato un lavoro con i fiocchi. Invece per quanto riguarda il “prendermi ciò che mi spetta“, sono felice che il messaggio sia arrivato e che sia stato recepito. In particolare il pezzo Gratis è stato concepito e ispirato da certi personaggi, che sul web poco tempo fa cercavano artisti emergenti per fare da open act a serate con artistoidi per ragazzini, chiedendo dai cinquanta agli ottanta euro in cambio dell’opportunità di suonare davanti a un pubblico numeroso. Si tratta di mercenari della musica che sfruttano gli inesperti, anche se ovviamente da personaggi come me e altri amici si sono sentiti rispondere con grasse risate e insulti di vario genere. Il discorso è semplice: se vuoi che suono mi devi pagare!

Da dove e come nasce lo pseudonimo Snake?

Snake: In realtà non c’è un motivo vero e proprio, ma è nata come una tag e poi si è evoluto nel mio nome d’arte. Mi piace il suono che ha la parola Snake e nel tempo mi è calzato a pennello, perché nelle battle più di una persona mi ha definito cattivo, veloce e velenoso proprio come un serpente.

Come hai iniziato ad approcciarti al mondo del rap e in generale dell’Hip Hop? Com’è nata la tua passione per il freestyle?

Snake: Il primo input è arrivato da radio e tv: se partiva un pezzo rap, muovevo il collo inconsapevolmente e mi sentivo ipnotizzato. All’inizio era tutta roba americana della quale non capivo nemmeno una parola per esempio Eminem. Quando ho scoperto che esisteva anche rap italiano ho cominciato a scaricare più musica possibile e ho scoperto tutti i grandi degli anni 2000: Bassi Maestro, Club Dogo, Cor Veleno, Jack the Smoker, Kaos One ecc…

Un giorno tra le tracce scaricate ho sentito per caso la battle tra Kiffa e Fabri Fibra, che penso sia la più famosa di tutte. E’ stato un vero e proprio colpo di fulmine e una volta che s’inizia a fare freestyle, non si smette più.

Raccontaci meglio questa tua passione per il freestyle che ormai da anni fa parte della tua vita e ti accompagna quasi ogni weekend tra battle, jam e sfide in tutto il Nord Italia.

Snake: Il freestyle per me è sempre stato un divertimento sotto il palco ma on stage durante una battle è solo il mezzo per dimostrare che tu sei meglio del tuo avversario. Si tratta della riprova che hai più tecnica, più cultura e un vocabolario più ampio. Devi sempre dare il massimo, perché solo uno resta in piedi e vince la battaglia. Ovviamente più si alzano i premi in denaro e più la sfida si fa accesa e pesante e questo può generare a volte nervosismo e stupide faide che sfociano in mezzi dissing o finte scazzottate di commenti. Personalmente vincere le battle, mi è stato di grande aiuto economico in questi anni, ma bisogna sempre ricordarsi che cosa stiamo facendo e soprattutto il perché lo stiamo facendo. I soldi vengono dopo e per questo se posso, partecipo anche alle sfide dove in palio c’è la gloria. Una delle più belle della mia carriera l’ho fatta con Drimer, un rapper trentino fortissimo che ultimamente si sta prendendo tutto ciò che si merita. Sono molto felice di questo, perché significa che forse la meritocrazia non è del tutto morta. In quella battle, pur essendoci solo dei gadget in palio, ci siamo sfidati all’ultimo sangue per dimostrare entrambi di essere il migliore, ma sempre con grande rispetto pur in competizione.

Che rapporto hai con le discipline dell’Hip Hop?

Snake: Bella domanda! Da una parte posso dire di essere un grande fan dei Writers e dei Dj, quelli bravi che scratchano con gli occhi chiusi e ti attaccano i beat in live con precisione chirurgica. Posso dire di avere un sacco di amici in entrambe le discipline. Sul ballo invece so molto meno, dato che non sono portato e non ho mai dedicato molto tempo a conoscere la disciplina, nonostante abbia visto negli anni gente alle serate fare cose pazzesche. Infine penso che non bisogna tralasciare il beatbox: un beatboxer bravo a una serata è come l’accendino, serve sempre a qualcuno e se non stai attento, te lo rubano!

Quali sono gli artisti che ti hanno maggiormente influenzato a livello tecnico e invece a quali ti senti più legato? In particolare al momento c’è qualcuno che ti ha colpito e vorresti consigliare ai nostri lettori?

Snake: Sono un fan del vero, almeno così mi piace definirmi. Sono molto legato alla scuola dei 2000, quella che mi ha cresciuto e che secondo me è quella più forte di tutti i tempi. Bassi Maestro, Club Dogo, Cor Veleno, Kaos One, Turi e moltissimi altri, che mi hanno insegnato cosa stavo ascoltando e vederli live suonando anche a volte prima di loro è sempre un’emozione incredibile.

Per quanto riguarda gli ultimi anni il rapper secondo me più forte che sia riuscito a imporsi nella scena è sicuramente E-Green. Un artista arrivato apparentemente dal nulla che ha spaccato gli schemi, spiegando a tutti come si fa sta roba. Le sue citazioni vanno studiate, la sua fotta è inesauribile e in live è una macchina da guerra con otto polmoni. Per quanto mi riguarda, si tratta di un vero e proprio maestro. Invece per quanto riguarda l’underground posso consigliare due dischi di due amici, che ho ascoltato poco tempo fa e mi hanno ispirato per il nuovo disco. Il primo si chiama Scrivo Ancora del sopracitato Drimer: un disco completo senza nulla da invidiare alle best production italiane, ma anzi che forse può insegnare qualcosa. Il secondo è Nino Dangerous del mio fratello maggiore Ares Adami, un veterano pluridecorato della scena del freestyle e non solo. Un campione di cultura e un maestro di flow come pochi in circolazione. La gente che spacca c’è ancora, basta solo saper cercare!

Infine se vuoi anticiparci qualche tua collaborazione in uscita e qualche progetto che sicuramente avrai in cantiere. Su che piattaforme possiamo continuare a seguire e acquistare i tuoi lavori? Grazie per il tempo e per la disponibilità.

Snake: Potete continuare a seguirmi su YouTube (https://www.youtube.com/channel/UC8yhnoM5ZUsFjIKCK4ABd5A), anche se preferisco la gente sotto il palco alle views che tanto vengono acclamate. A giugno alla Festa dei Popoli di Cassano D’Adda insieme ai miei fratelloni Fat Mary Church faremo open act a Don Kaos e non vedo l’ora. Per quanto riguarda i progetti, nel prossimo disco che sarà quasi interamente prodotto da Zen Beat, ci saranno un paio di collaborazioni del quale vado più che fiero. Biggie Paul (lui sul beat sta in alto) produrrà un paio di strumentali e in totale sto progettando quindici tracce con i featuring di Ares e Drimer. Sono in parola anche con altri rapper a mio parere fortissimi che sono Dusted, Markio, Roger e Lanz Khan, col quale farò un pezzo su un beat di Sick Budd. La mia idea è di raccogliere i migliori e fare pezzi che vengano bombe a mano da lanciare dal palco.

Grazie ancora per lo spazio ragazzi e alla prossima!

One love!

 

 

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Nato a Bergamo nel 1994 inizia ad affacciarsi al rap nel 2008, ma solo qualche anno più avanti verrà travolto e folgorato da una passione sfrenata per l’hip hop. Da ormai tre anni trascorre il suo tempo libero andando a concerti ed eventi hip hop in ogni parte del Nord Italia. Guardatore seriale di ogni sport in televisione ed ex giocatore di basket. Si diletta a scrivere articoli, ma non ancora soddisfatto organizza il booking per alcuni artisti.

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