Rap italiano

Zampa e Capstan lottano con le rime per una famiglia universale

Giallo-blu di casa ma multcolore nel cuore, ‘Una Famiglia Universale’ è il nuovo singolo targato Zampa e Capstan in risposta al tumulto generato dal Congresso delle Famiglie svoltosi a Verona lo scorso week-end.

Diciamocelo, la storia di Romeo & Giulietta, quella con un forzato accento posto sull’univoca relazione uomo-donna come base per una stabile famiglia tradizionale, è un po’ una cafonata soprattutto se riproposta nel terzo millennio. Questi gli obsoleti propositi su cui si è basato il Congresso mondiale delle Famiglie svoltosi a Verona tra il 29 e il 31 Marzo, che ha messo l’amaro in bocca a tutto il Belpaese e l’ha portato ad additare la città veneta in primis come capitale di un rinnovato Medioevo cerebrale.

In questi ‘giorni matti‘ in cui il flame digitale è scoppiato in un incendio mediatico ed è diventato benzina per una protesta che si è spinta ben oltre al confine sicuro della scrivania – ricordiamo le decine di migliaia di persone che hanno partecipato al corteo che ha avuto luogo nella giornata di sabato – i due rappresentanti più noti della scena hip hop scaligera hanno deciso di dare voce ai propri pensieri e scendere in campo su terra conosciuta nel modo che a loro più si addice: la musica.

​Ecco che il singolare ‘sopra il beat mi confesso‘, già promulgato da Zampa come substrato di tutta la sua produzione musicale dagli esordi come solista datati 2001 con Gorilla Guerriglia, si veste con i colori dell’arcobaleno e promuove la diversità come punto di forza e motivo di rinnovata verità dei valori su cui si fonda: l’amore verso gli altri, il rispetto del prossimo e l’assenza di qualsivoglia discriminazione in base alle scelte di vita compiute con il fine ultimo della felicità.

​Prodotto da Manny Mani con l’artwork di Michele Rodella, il nuovo singolo ‘Una Famiglia Universale’ è un inno alla purezza di sentimenti che prendono forma sui beat con la stessa sincerità con cui i due rapper affermano la mancata perfezione morfologica della traccia, composta e arrangiata in sole 24 ore, ma che riassume in rima il concetto su cui qualsiasi testata giornalistica avrebbe dovuto concentrarsi.

Come riportato sui social nell’introduzione scritta al singolo:

Non c’è un unico modo di amare. 
Non c’è un unico modo di essere padre. 
O madre. 
O figlio/a.
Non c’è un formula scientifica già scritta che ci garantisca di essere felici, o giusti, o realizzati.
Non c’è e non potrà mai esserci.
La verità è che non esiste una sola storia: ognuno di noi ha un cuore che batte a una velocità diversa. E ogni storia è unica e inimitabile. Per questo non può esistere un unico modello di famiglia. 
Ma, forse, oltre le differenze e i pregiudizi, può esistere una sorta di famiglia universale: una famiglia mutevole, autentica e colorata che al suo interno racchiude e protegge tutte le forme di famiglia possibili.
O perlomeno a noi piace pensare possa essere così. 

E se agognavate il feto di gomma come gadget in ricordo, ecco a voi un monito da tenere ancora più stretto:

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Marina Lepori

Di matrice darkwave e con la cassa dritta nel cuore, si appassiona al rap a 12 anni quando cercava di tradurre le invettive di Eminem con l’Oxford dictionary. Girando lo sguardo sulla penisola, ha imparato a fluttuare nel genere grazie alla ciurma degli Uomini di Mare, versando Sangue per impadronirsi di tutte le Cose Preziose. Imprime sensazioni sul death note e usa fototessere come segnalibri. Se la ascolti al contrario puoi udire un miagolio sinistro in sottofondo.

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