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I rappers italiani scendono in campo.

Questo sabato abbiamo provato con voi a fantasticare su una possibile formazione calcistica formata da rappers italiani; perciò vi abbiamo chiesto quale sarebbe stata la vostra ipotetica formazione.

Tra i tanti commenti arrivati, alla fine, è arrivato “il genio”. La formazione che segue è quella di Filippo Colivicchi, allenatore in seconda ad honorem al quale noi ci siamo sentiti di aggiungere la fantasia di Murubutu in cabina di regia. Buon Fantarap!

 

PRIMO: Portiere numero 1 a pieno titolo. Capitano, sempre con noi.

DANNO E MASITO: Centrali di difesa, sul colle a difendere come partigiani, inoltre inseparabili. Quando qualcuno riuscirà a superare il loro gioco aereo sarà un’altra era del calcio.

INOKI NESS: Terzino sinistro. Una bandiera che, come Maldini, si scaglia su chiunque attacchi la propria parte di campo, compensa la tecnica non sopraffina con una progressione che ha il flow di giorno e notte, una certezza. Anche se sembra che finirà la carriera in spagna, colpa la sua dipendenza dalle droghe “spinellabili”.

DEDA: Terzino destro. A volte succede che un terzino non sia un semplice giocatore, bensì un profeta, un poeta che rende prende nella melma e nella merda per ricavare genio. Si sporca le mani e poi crea virtuosismo, fuego.

MURUBUTU: Vero e proprio mediano di fantasia. Disegnatore di traiettorie incredibili, spinte da i 4 elementi della natura. Ogni assist traccia una storia. L’Andrea Pirlo del rap italiano.

LORD BEAN: Mezz’ala sinistra. Dopo essersi fatto le dovute vasche a nuoto ha il fisico di dare tutto per 90 minuti. I racconti dei vecchi seduti attorno al fuoco hanno temprato il suo spirito. Che stile e che potenza, disegna le geometri a centrocampo come fossero scritte calligrafiche

RANCORE: Per il ruolo di mezz’ala destra batte Ensi come nelle semifinali di mtv spit gala perché l’allenatore vuole dare fiducia al più giovane. Fulminante, i suoi numeri fanno impazzire l’avversario che non capisce più dove si trova e preferisce non rialzarsi nemmeno dopo essere stato umiliato, immarcabile

DJ GRUFF: Trequartista eclettico, sa fare tutto, assist che piovono con la facilità con cui fa gli scratch e rappa insieme,non deve nemmeno guardare la palla, come Antognoni.

LORD MADNESS: Una mezzapunta dalla tecnica superiore. Genio, sregolatezza e cazzo lungo, una fusione tra Balotelli e Mutu.

BASSI MAESTRO: Punta alla Pippo Inzaghi. Grande cannoniere! Ogni disco è un gol, non sappiano nemmeno quanti ne ha fatti.

Allenatore: NEFFA. Numero zero sono i tituli delle crew avversarie, con gli esterni ha la simpatia di Mourinho ma anche il suo acume. Unico problema: chiama tutti i giocatori “guaglione” e “chico”, nessuno capisce mai a chi si stia rivolgendo.

 

COMMENTA CON LA TUA FORMAZIONE IDEALE!

 

 

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Steek

Steek nasce in un piccolo paesino della Sardegna negli ’80 per poi emigrare con la valigia di cartone e una sfilza di dischi hip-hop nella capitale. Durante la seconda metà degli anni ’90 viene folgorato dalla cultura hip hop in tutte le sue forme e discipline, dapprima conoscendo il rap Made in USA, arrivando poi ad appassionarsi al rap Made in Italy grazie ad artisti storici, quali: Assalti Frontali, Otr, Colle der fomento, Sangue Misto e molti altri. Fondatore della page “Il Rappuso” che lo porta a collaborare con tutta la scena rap underground italiana, mette la sua voce e la sua esperienza al servizio di LOWER GROUND con la trasmissione che prende il nome dalla sua creatura “IL RAPPUSO”.

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