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Huntress D:”L’attuale scena rap italiana è energia in fermento, contaminazione ed espansione”.

1. Iniziamo parlando della “Pussy Power” nella quale sarai ospite il 7 ottobre. Cosa ti aspetti da questo evento, che avrà 2 protagonisti assoluti, L’HIP HOP e le DONNE?

Storicamente le donne hanno sempre fatto parte della cultura hip hop. Basta pensare alle Salt n Pepa o a Queen Latifah, a Ms. Lauryn Hill, solo per citare un paio di nomi, per renderci conto di quanto uomini e donne abbiano indistintamente contribuito alla creazione e diffusione di questo movimento. Le donne sono perfettamente a loro agio nel mondo dell’hip hop e ricoprono naturalmente i loro ruoli al suo interno, nonostante sia innegabile che nel corso del tempo il filo maschilista insito nel genere abbia conquistato spazio, vantando un ampio raggio d’azione. Intorno a me percepisco l’esigenza di creare un’alternativa a questo modo di intendere sia l’hip hop che le donne e un evento come quello del 7 ottobre ne è una dimostrazione. Dal “Pussy Power” mi aspetto una serata in cui si celebri la cultura hip hop a 360 gradi. L’inizio di un percorso verso il superamento di genere, cercando come donne di mettere in gioco anche quelle che sono le migliori caratteristiche associate al mondo femminile: la capacità di includere e di accogliere, la sensibilità e l’istinto, l’empatia. Creare un’alternativa che risponda alla necessità di avere dei riferimenti diversi, oltre a quelli esistenti. C’è ancora tanta strada da fare ma da qualche parte dobbiamo pur cominciare. Partiamo il 7 ottobre allo Snatch Club! Non mancate!

2. In che modo l’essere donna oggi influisce sulla carriera di un’artista all’interno di questo genere e quanto ha influito e sta influendo sulla tua?

Credo che la carriera di un artista sia determinata dall’artista stesso, a prescindere dal sesso. Dalle sue idee, dalle sue scelte, dal suo carattere. Probabilmente sarei incappata nelle stesse difficoltà se fossi stata un uomo, ma questo non potrò mai saperlo! Posso dire che finora l’essere donna non ha influito nè positivamente nè negativamente, non è stato un vantaggio nè un limite. Ho sempre fatto quello che volevo, ma io sono inguaribilmente ribelle ed idealista.

3.Qualora lo fosse, quanto è ancora radicato il maschilismo in questa cultura?

Il maschilismo è storicamente radicato in questa cultura, è intrinseco alla società. È un dato di fatto. Non è un caso che le donne vogliano essere riconosciute all’interno della cultura Hip Hop così come nel mondo. Iniziative come “Pussy Power” esprimono secondo me il desiderio di controbilanciare una tendenza che a volte sfocia nell’aberrazione, dalla voglia di ascoltare voci e punti di vista differenti. Non ho mai vissuto sulla mia pelle episodi dichiaratamente maschilisti, ma abbraccio questa causa perché la sento mia e la riconosco nelle dinamiche di questo genere.

4. Fai il nome di 3 artiste che dovremmo assolutamente ascoltare.

Princess Nokia, Lady Leshurr, M.I.A

5. Come vedi l’attuale scena rap italiana e dove si colloca la tua musica nella stessa?

L’attuale scena rap italiana è energia in fermento, contaminazione ed espansione. Il rap ha travalicato i confini dell’underground e troviamo rappers in cima alle classifiche pop. In questo panorama eterogeneo sento la mia musica vicina come storia e come radici al nucleo più underground e hardcore del genere, fa parte di me e mi appartiene, ma so di aver preso una deviazione da questa strada che non so dove mi porterà. Lascio che siano gli altri a collocarmi se ci riescono!

6. Cosa possono aspettarsi i nostri e i tuoi supporters in futuro da te?


Sperimentazione, contaminazione e tradizione, con un unico grande denominatore comune che è il rap. Da me aspettatevi eclettismo sotto tutti i punti di vista: d’immagine, di contenuti, liriche e sonorità. Sono alla ricerca di un mio personale stile, specchio di me stessa e dell’infinità di sfumature della mia personalità. Il disco a cui sto lavorando si chiama “InDiana” inteso come “dentro”, “all’interno” di Diana, cioè di me. Voglio che la mia musica mi sorprenda e che sorprenda chi la ascolta. Cercherò di non essere mai banale e rispetterò sempre chi mi supporta. È per me linfa vitale. Aspettatevi energia e passione sul palco, quella non mancherà mai. È il mio momento preferito, quello in cui davvero tutto prende vita e in cui la magia si manifesta.


7. Lasciaci con un auspicio che coinvolga L’Hip Hop e le Donne.

Il mio auspicio è che le donne possano ritrovare all’interno del mondo dell’hip hop il loro ruolo naturale. In alternativa e non in opposizione alla controparte maschile. Ed è un auspicio che rivolgo a tutte: rappers, writers, bgirls e djs! GO GIRLZ!!!

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Steek

Steek nasce in un piccolo paesino della Sardegna negli ’80 per poi emigrare con la valigia di cartone e una sfilza di dischi hip-hop nella capitale. Durante la seconda metà degli anni ’90 viene folgorato dalla cultura hip hop in tutte le sue forme e discipline, dapprima conoscendo il rap Made in USA, arrivando poi ad appassionarsi al rap Made in Italy grazie ad artisti storici, quali: Assalti Frontali, Otr, Colle der fomento, Sangue Misto e molti altri. Fondatore della page “Il Rappuso” che lo porta a collaborare con tutta la scena rap underground italiana, mette la sua voce e la sua esperienza al servizio di LOWER GROUND con la trasmissione che prende il nome dalla sua creatura “IL RAPPUSO”.

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