Rap italiano

“Walk This Way”, il saggio sulla subcultura Hip Hop in Italia

Non sono molti gli studi accademici in Italia aventi come oggetto la cosiddetta Hip Hop Kulture e i più importanti sono quasi tutti piuttosto datati (ricordo quelli di Pierfrancesco Pacoda, risalenti agli anni Novanta, escludendo il più recente Storia ragionata dell’Hip Hop Italiano di Damir Ivic). È dai giovani studiosi soprattutto che sta venendo fuori qualcosa di nuovo nel settore, forse incoraggiato dal grande successo del rap che ormai costituisce il genere musicale più diffuso tra le fasce giovanili.

Nell’ottobre 2018 è stato pubblicato dalla romana Europa Edizioni, Walk this Way. La subcultura Hip Hop dagli Stati Uniti all’Italia un saggio del giovanissimo giornalista, scrittore e fotografo Simone Nigrisoli appassionato di Hip Hop.

Il libro è tratto dalla sua tesi di laurea in Scienze della Comunicazione ed è dedicato a quella che l’autore giustamente chiama, usando un termine proprio della sociologia, subcultura Hip Hop. Sì, perchè il termine più corretto dal punto di vista accademico è subcultura inteso come sottinsieme di un contesto culturale più ampio che è quello della cultura ufficiale e nel nostro caso, di quella occidentale. Dunque l’Hip Hop viene in questo testo studiato e contestualizzato come cultura dentro una cultura, dalle sue origini nel Sud del Bronx al suo diffondersi in Italia e in Europa a partire dalla metà degli anni ’80.

Il testo è ben documentato e corredato anche da una nutrita bibliografia e, sebbene abbia un piglio scientifico rigoroso come ci si aspetta da un saggio accademico, non risulta affatto noioso alla lettura. Piuttosto rappresenta un compendio utile (e forse indispensabile) per tutti gli amanti della Kulture arrivando a concentrare tantissime informazioni in poco spazio (circa 150 pagine).

L’originalità dello studio di Nigrisoli risiede fondamentalmente negli ultimi due capitoli. Dopo aver individuato i 3 periodi principali che hanno scandito la storia dell’Hip Hop italiano, l’autore sostiene la tesi che ognuna di queste 3 fasi abbia costituito una subcultura a sé stante con scopi, ideali e valori separati e distinti (pensiamo alla differenza tra l’Hip Hop delle Posse come strumento di lotta politica e il primo Hip Hop dei muretti ancora molto legato a quello statunitense sia per contenuti che per stile). Le idee e i dati storici sono convalidati e arricchiti nell’ultima sezione da tre interviste originali a Ice One, Militant A e Pol G (Assalti Frontali) e a Rula (ATPC).

Insomma, Walk this Way costituisce un compendio assolutamente indispensabile per chi, appassionato o meno di Hip Hop, abbia bisogno di un punto di partenza per approfondire lo studio o soddisfare delle curiosità personali su questa subcultura.

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Laxmi

Laureata in musicologia con una tesi su John Cage, dopo essere stata per molti anni fan sfegatata di musica cosiddetta "colta", è rimasta folgorata da poco dallo spirito che pervade la Cultura Hip Hop e ha deciso di allargare i suoi orizzonti, rimettersi a studiare e a frequentare concerti (ringiovanendo di circa una ventina d'anni). Detesta gli accademici con la puzza sotto il naso e dalle vedute ristrette: in fondo la musica non è solo carne da dissezionare ma energia da vivere (magari ballando la break).

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