Interviste

F.U.L.A: “VOGLIO RACCONTARVI UN’AFRICA DIVERSA”

Nelle scorse settimane vi abbiamo parlato di F.U.L.A, un giovane talento che ci ha particolarmente colpiti e che dal 29 Maggio scorso è fuori con il singolo “Sabar”, il racconto di un’Africa diversa da quella che spesso ci viene raccontata. Abbiamo cosi voluto scambiare quattro chiacchiere con l’artista che cosi ha risposto alle nostre domande:

Ciao F.U.L.A. il 29 Maggio scorso è uscito il tuo ultimo singolo “Sabar”, un brano pieno di positività che sembra voler raccontare tutto il bello della tua terra, sfatando così i luoghi comuni che spesso possiamo ascoltare in Italia. Cosa ti ha portato a voler proiettare chi ti ascolta nella dimensione del “Sabar”?

Sabar è un veicolo per raccontare di casa. Fatta di contemporaneità, freschezza con tutti i suoi pro e contro. Voglio raccontarvi di un’Africa diversa da quella triste e povera che vi hanno sempre fatto vedere. La mia terra è fatta anche di colori, polvere, percussioni, calore, danze, stile.

Ascoltando i tuoi brani precedenti, l’Africa è il filo comune che lega la tua musica, sia nei contenuti dei testi che nelle sonorità che li compongono. Sembra evidente, quindi, la tua voglia di raccontarla facendola conoscere ai tuoi supporters. Spiegaci da dove nasce questo bisogno, e come credi che sia accolto da coloro che ascoltano la tua musica?

Io sono italo senegalese e le mie origini sono determinanti nella mia musica. Voglio portare i suoni e i colori afrobeats in Italia ma, soprattutto, farlo in italiano. Il mio è un genere che riesce ad essere sincero, spontaneo, sexy e positivo anche laddove si tratta di tematiche meno frivole. La comprensione e l’identificazione in un linguaggio sono fondamentali affinché la mia musica arrivi alle nuove generazioni, di cui io faccio parte. Una generazione che necessita di inclusione delle diversità, apertura al mondo e multiculturalismo.

Abbiamo apprezzato molto la fusione di suoni e culture che scegli di portare nelle tue canzoni. Quali sono gli artisti che, in qualche modo, hanno forgiato la tua identità artistica?

La mia arte poggia le basi nel Rap e nei rapper imprescindibili nella scena italiana come Fabri Fibra e Clementino. In più la mia ricerca va ben oltre abbracciando l’afro music di Youssou N’Dour, Fela Kuti fino all’afrotrap di MHD e l’Afrobeats di artisti come Burna Boy, WizKid. L’ascolto di più generi
musicali, tra cui L’HipHop e il Rap, soul, r’nb, jazz, funk , reggae e Dancehall hanno influito e confluito nella mia identità artistica odierna.

Ci sembra doveroso parlare degli ultimi fatti di cronaca accaduti a Minneapolis. L’uccisione di George Floyd e le proteste nate per combattere il dilagante razzismo della nostra società hanno trovato la solidarietà di molti artisti della scena rap mondiale. Qual è il tuo pensiero in merito e quanto la musica deve e può fare per combattere questo fenomeno?

Io e i miei soci scendiamo in piazza contro le discriminazioni e il razzismo da sempre. Ho sempre fatto attivismo anche nelle università. La mia musica e quella dei miei soci (e della mia crew Equipe54) concretizza la nostra presenza nella scena musicale italiana. La musica , ma molto più l’industria musicale, deve affiancare ai bianchi più neri. Non serve parlarne solamente, bisogna attivamente agire nell’interesse di uno sviluppo della società intera. La scena musicale Black, soprattutto Urban, in Italia, non è rappresentata da quasi alcun nero, eppure i talenti ci sono. Quindi la musica può aiutare nel veicolare un messaggio o semplicemente nell’affermare delle personalità artistiche. L’industria musicale deve assolutamente includere le diversità, sia musicali che sociali. La musica va al di là del colore della pelle.

Quali sono i tuoi progetti post “Sabar” e cosa possono aspettarsi i nostri lettori da te in futuro?

Stiamo lavorando all’uscita dei prossimi pezzi che compongono il mio progetto musicale, in realtà ne avrei già pronti due 😉 in più sto lavorando a nuove collaborazioni artistiche e alle uscite con la mia crew Equipe54. Spero si possano aspettare un tour africano, oltre a quello italiano ;)!

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Federico

Steek nasce in un piccolo paesino della Sardegna negli ’80 per poi emigrare con la valigia di cartone e una sfilza di dischi hip-hop nella capitale. Durante la seconda metà degli anni ’90 viene folgorato dalla cultura hip hop in tutte le sue forme e discipline, dapprima conoscendo il rap Made in USA, arrivando poi ad appassionarsi al rap Made in Italy grazie ad artisti storici, quali: Assalti Frontali, Otr, Colle der fomento, Sangue Misto e molti altri. Fondatore della page “Il Rappuso” che lo porta a collaborare con tutta la scena rap underground italiana, mette la sua voce e la sua esperienza al servizio di LOWER GROUND con la trasmissione che prende il nome dalla sua creatura “IL RAPPUSO”.

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