Interviste

CATARSI: IL VIAGGIO INTROSPETTIVO DI PRICE

Il 29.01.2021 è uscito ‘’Catarsi’’, il primo disco ufficiale di Price, per Artist First. 11 tracce che conducono ad un
vero e proprio viaggio introspettivo. Nel disco sono presenti diverse collaborazioni: Giulio Ronzoni, Necci, Er
Drago, Weso e Smile. La produzione delle basi è stata affidata a Marcello Necci, Trace, Pol, Steve, Lospard; vi è
anche la collaborazione di musicisti quali Gianluca Spaziani, Matteo Natalia e Pier Simone Cinelli. La title track è prodotta e cantata da Giulio Ronzoni. C’è poi la partecipazione speciale di Dj Fastcut, oltre agli scratch di Dj Morg, Dj Sbutf, Dj Snifta e Ripper Mookie. Il resto ce lo facciamo raccontare da Price nella seguente intervista.

Ciao Edo! Per iniziare, ti andrebbe di fare una breve autobiografia e presentarti così al nostro pubblico?

Ciao ragazzi! Sono Edoardo in arte Price. Classe 97,vengo da un paese in provincia di Frosinone. Faccio rap da circa 7 anni e oggi siamo qui a parlare del mio primo album ufficiale uscito il 29 Gennaio scorso per Artist First dal titolo “CATARSI”

Ho notato che in Catarsi ci sono diversi riferimenti al mondo della letteratura greca. Questa scelta è voluta o è una coincidenza?


Le coincidenze non esistono ahahaha. Mi piacciono molto i significati connessi ad ogni personalità della mitologia Greca (Thanatos,Nemesi). Mi hanno aiutato molto a racchiudere quello che dicevo nelle tracce con una sola parola. Anche la Catarsi ha un significato non nella mitologia ma bensì nella religione Greca.


Scrivere Catarsi ha avuto per te stesso un’effettiva funzione catartica?


Assolutamente si, ha preso questo nome proprio per questo. Catarsi è stato per me una sorta di spugna in cui ho buttato tutti i pensieri e le emozioni negative avute nel periodo della sua creazione quindi gli ultimi tre anni.
Questa è in realtà la mia metodologia di scrittura da molto tempo, ma Catarsi è stato sicuramente la genesi di ciò.

Catarsi è un disco progettato con la consapevolezza di non poterlo suonare live o con la speranza di portarlo presto sui palchi?


Mmm no, Catarsi ha preso le prime forme a fine 2018 quindi questo problema della pandemia non esisteva. Se non fosse stato per il Covid sarebbe uscito anche prima. Ogni mio progetto è studiato anche e soprattutto per i live, poiché sono la parte che mi piace di più della musica e sono sempre stato super attivo nel campo. Questo evento quindi è stato molto frustrante, ma per chiunque, spero comunque di poter fare qualche data di presentazione prima possibile.


Quanto ha inciso questo particolare periodo storico sulla scrittura e la pubblicazione di Catarsi, sia per quanto riguarda i tempi che per quanto riguarda il tuo stato d’animo?


Come ho già detto, Catarsi nacque prima della pandemia, da bisogni ed esperienze successe prima della pandemia. Senza dubbio però lo stop obbligatorio ha interrotto i lavori, ed anche se ha portato a posticipare
l’uscita (da Settembre 2020 a Gennaio 2021) è stato comunque mezzo di una maturazione dell’album stesso, in quanto ho avuto più tempo per pensarlo e realizzarlo. Inoltre durante lo stop sono nati altri due brani che
sicuramente non avrebbero visto luce se fosse andata diversamente.

Sei un artista molto giovane. Quanto è difficile riuscire ad emergere tra i tanti giovani che ogni giorno provano sempre più a dire la loro nel mondo del Rap?


Ti dirò,Non troppo! O meglio,senza dubbio l’eccessiva affluenza di artisti rap nella scena ormai da anni crea un attenzione quasi effimera sul singolo artista ma è quello che poi fanno anche i social. Aggiorni un attimo e perdi
la notizia, tutto passa velocemente e tutto sembra avere la stessa importanza standard, senza differenze. Purtroppo questo porta a sembrare uno dei tanti, ma poi a parer mio si riconosce sempre quando una persona
ha fame, ha studiato questa cosa e ci mette il cuore oltre che l’attitudine. I live su questo argomento sono secondo me la prova del nove. Può sembrare una risposta spocchiosa ma se sai fare saprai anche dimostrarlo.


Immaginando di dover fare una “guida all’ascolto”, quali sono i consigli che ti senti di dare a chi intende ascoltare Catarsi?


Credo che per ascoltare Catarsi si debba rimuovere ogni forma di orgoglio. Accettare i propri punti deboli e le proprie paure, accettarli a tal punto da farne un punto di forza. Molto spesso quando si evidenziano i punti
deboli, le persone tendono a reagire offensivamente e forse è anche normale. Credo che Catarsi sia un disco che sta lì apposta per evidenziare quei punti deboli e capirti, senza attaccarti in nessuna maniera. Questo
ovviamente sempre se lo si vuole ascoltare come si deve.


Se dovessi tatuarti una sola frase di questo album, quale vorresti avere sulla tua pelle e perché?


Bellissima domanda! Mi ha messo in difficoltà e quindi ci ho pensato un po’. Guarda all’inizio ho pensato a “Siamo solo storia senza amore”, frase contenuta nel finale della title track. Ma sinceramente credo che mi
tatuerei la prima frase della traccia n.2 (ES) che recita: “Non penso che siamo per tutti”. Il perché è molto vasto ma allo stesso tempo molto personale. Catarsi è stato scritto con una profondità emotiva che non credo possa raggiungere chiunque. Purtroppo nel mondo di oggi c’è troppa superficialità (specie emotivamente) e non credo di esagerare nel dirlo. È come il distacco tra artista e persona: ti può piacere quello che faccio ma magari non ti piacerei mai personalmente. La musica è per tutti, le persone no, la rarità và colta. Non sto parlando di me ma di chiunque senta le cose in maniera differente e più pesante. Alcune persone non sono per tutti.

Sei soddisfatto di questo progetto e dei riscontri che sta avendo?


Sono soddisfatto di come è uscito e di quanto sta piacendo. Ovviamente si può sempre fare di meglio quindi ci vedo già dei difetti, ma sarebbe strano il contrario ahahaha. Mi dispiace solo di non poterlo suonare live che
comunque è fondamentale all’espansione dell’album, ma ci rifaremo.

Grazie Price, è stato un piacere. Ti auguro che Catarsi abbia il successo che merita. Buonlavoro e buona fortuna per tutto! Alla prossima!

Grazie a te è stato un piacere! A presto!

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Michela

Michela Motta, nata il 31.08.1999. Studentessa di comunicazione pubblica e d'impresa presso la Sapienza di Roma. Mi sono avvicinata al Rap all'età di 7 anni con l'uscita di "Tradimento" di Fabri Fibra. Poco dopo ho cominciato ad appassionarmi all'intera cultura Hip Hop, amandone ogni sfaccettatura e da lì in poi questa passione mi ha portato a non voler mai smettere di approfondire le mie conoscenze a riguardo e di essere costantemente informata. Questa esperienza con il rappuso mi auguro che sarà per me un grande punto di inizio in un percorso che da tempo sogno intraprendere.

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