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Paola Zukar: la donna che ha cambiato le regole del gioco

Paola Zukar, genovese classe ’68, è senza ombra di dubbio la donna più influente della scena rap italiana. Si deve a lei, probabilmente, il merito di aver creato il circuito che ha permesso al rap nostrano di uscire dalla nicchia dell’underground portandolo agli occhi di un pubblico più vasto.

Una carriera, quella della Zukar, che parte già negli anni ’90 con il magazine “Aelle” nella quale Paola diventa redattrice di spicco. La svolta arriva quando entra a far parte di Universal Italia, sancendo cosi il suo approdo nel mondo della discografia italiana. Intuizione e lungimiranza sono tra le qualità più importanti della manager genovese; è sua, infatti, l’intuizione di far firmare un contratto ad un Fabri Fibra fino ad allora sconosciuto al grande pubblico. Probabilmente è questa la mossa che funge da spartiacque per la discografia musicale del nostro paese. Le radio iniziano a far ascoltare brani rap, i video iniziano ad essere trasmessi sui programmi televisivi, le classifiche nazionali iniziano a sancire l’ascesa del rap e in tutto ciò c’è lo zampino della Zukar.

Nel 2006 si mette in proprio e decide di creare la sua agenzia di produzione, la “Big picture management”, assicurandosi artisti del calibro di Fabri Fibra, Clementino e Marracash. È il 2007 quando Paola Zukar decide di scrivere “Rap. Una storia italiana”, un libro nel quale si espone raccontando il processo evolutivo che il rap ha seguito nel nostro paese passando dall’underground al mainstream. Oggi resta uno degli elementi di spicco tra coloro che muovono i fili nella scena rap italiana. Personaggio controverso, amato, odiato, discusso. Tutto questo è Paola Zukar, la “signora del rap italiano”.

Nel 2018 da una sua idea nasce radio TRX, la prima radio italiana con una programmazione musicale 100% rap che vede coinvolti diversi rapper come ClementinoFabri FibraGuè PequenoMarracash e Salmo.

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Federico

Steek nasce in un piccolo paesino della Sardegna negli ’80 per poi emigrare con la valigia di cartone e una sfilza di dischi hip-hop nella capitale. Durante la seconda metà degli anni ’90 viene folgorato dalla cultura hip hop in tutte le sue forme e discipline, dapprima conoscendo il rap Made in USA, arrivando poi ad appassionarsi al rap Made in Italy grazie ad artisti storici, quali: Assalti Frontali, Otr, Colle der fomento, Sangue Misto e molti altri. Fondatore della page “Il Rappuso” che lo porta a collaborare con tutta la scena rap underground italiana, mette la sua voce e la sua esperienza al servizio di LOWER GROUND con la trasmissione che prende il nome dalla sua creatura “IL RAPPUSO”.

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